sabato, Ottobre 24, 2026
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Bulgaria alle presidenziali: chi sono i candidati

AGI – L’ombra della guerra in Ucraina si stende sul voto presidenziale di domani in Bulgaria. L’attuale capo di Stato ad interim, la socialista filo-russa Iliana Yotova, è la favorita, davanti al candidato filo-europeo Andrey Gyurov. Secondo gli ultimi sondaggi, i due si affronteranno il 1 novembre in un ballottaggio decisivo, dato che nessuno dei due dovrebbe ottenere la maggioranza assoluta domani e l’affluenza alle urne difficilmente raggiungerà il 50%. Si stima che Yotova possa ottenere tra il 44% e il 47% dei voti, mentre Gyurov si attesta intorno al 30%: percentuali sufficienti per accedere al secondo turno. Gli altri 25 candidati alla presidenza sono nettamente distanziati dai due principali contendenti.

Le posizioni sull’Ucraina

La differenza fondamentale tra i due front runner risiede nella posizione riguardo alla guerra in Ucraina. “Abbiamo un aggressore, la Russia, che ha attaccato il suo vicino”, afferma senza mezzi termini Gyurov, mentre Yotova sostiene che “non ha più senso stabilire chi sia l’aggressore, perchè in questa guerra sono due le parti in causa”.

La Bulgaria, che conta una popolazione di poco meno di 6,5 milioni di abitanti, è in una posizione particolarmente scomoda: membro della Nato dal 2004 e dell’Unione europea dal 2007 ha sempre cercato di mantenere un rapporto di buona prossimità con la Russia, ma non ha potuto far finta di niente di fronte ai recenti attacchi di droni attribuiti alla Russia contro navi mercantili nel Mar Nero, al largo delle coste bulgare e della vicina Romania, che hanno causato circa 30 tra morti e dispersi.

Chi sono i due candidati

“Nel nostro Paese ci sono molti fautori della guerra. Non abbiamo bisogno di una ‘coalizione dei volenterosi’ per l’Ucraina; ci serve una coalizione per la pace. Mi impegnerò affinchè la Bulgaria abbia una voce forte nei negoziati. Finchè sarò presidente, nessun soldato bulgaro verrà inviato in Ucraina”, ha dichiarato Yotova durante la campagna elettorale.

Sessantadue anni (compiuti oggi) ex giornalista televisiva, è una figura di lungo corso nel Partito Socialista Bulgaro (Bsp), erede dell’ex Partito Comunista. Proveniente da una famiglia che faceva parte della classe dirigente durante l’era comunista, ha studiato al Liceo francese di Sofia e ha proseguito la sua formazione sia in Bulgaria che in due istituzioni francesi: la Scuola nazionale di amministrazione (Ena) e l’Università di Strasburgo. Da gennaio ricopre la carica di capo di Stato ad interim della Bulgaria, dopo le dimissioni di Rumen Radev – ora Primo Ministro e anch’egli filo-russo – di cui è stata vicepresidente per quasi dieci anni.

Gyurov, dal canto suo, è un economista cinquantenne che ha completato gli studi negli Stati Uniti e in Austria.

Al suo rientro in Bulgaria ha insegnato all’università ed è stato vicegovernatore della Banca nazionale bulgara. Quest’anno, per un periodo di quattro mesi – da febbraio a maggio – ha assunto l’incarico di Primo Ministro ad interim, guidando un governo di tecnici in seguito alla convocazione di elezioni anticipate, vinte poi da Radev e dal suo nuovo partito, “Bulgaria Progressista”. In qualità di capo del governo, lo scorso marzo a Kiev, Gyurov ha firmato un accordo di cooperazione decennale tra la Bulgaria e l’Ucraina. L’intesa ha suscitato aspre critiche sia da parte di Radev che di Yotova, che lo hanno accusato di alimentare il conflitto e di trascinare la Bulgaria nella guerra. In Bulgaria, il capo dello Stato svolge principalmente funzioni di rappresentanza e cerimoniali, tuttavia, detiene il potere di porre il veto sulle leggi approvate dal Parlamento, ritardandone cosi’ l’entrata in vigore. 

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