AGI – Il presidente Trump e il suo team stanno monitorando attentamente la situazione: “tutte le opzioni sono sul tavolo”. Durante una conferenza stampa la portavoce della Casa Bianca, Caroline Leavitt, ha spiegato che “il presidente ha saputo che ieri in Iran si sarebbero dovute svolgere 800 esecuzioni e che queste sono state sospese“. Leavitt ha anche confermato che Trump ha parlato con il primo ministro Benjamin Netanyahu, ma non ha rivelato dettagli della loro conversazione.
Intanto, come scrive ‘The Hill’, secondo le immagini di Copernicus, una società di dati satellitari che monitora il traffico marittimo, la portaerei USS Abraham Lincoln e il suo gruppo d’attacco sono stati avvistati mentre si allontanavano verso ovest dalla regione indo-pacifica.
Secondo quanto riferito da una fonte a NewsNation, si prevede che lo spostamento del gruppo d’attacco della portaerei, che comprende jet da combattimento, cacciatorpediniere lanciamissili e almeno un sottomarino d’attacco, durerà circa una settimana. Il Pentagono ha dichiarato che sta spostando il gruppo di una portaerei d’attacco dal Mar Cinese Meridionale verso il Medio Oriente,
La posizione dell’iran e il colloquio con le Nazioni Unite
Nel frattempo, secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa semi-ufficiale Tasnim di Teheran, il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha parlato telefonicamente con il Segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres. Nella telefonata, Araghchi avrebbe detto a Guterres che le recenti proteste nel Paese sono iniziate come raduni pacifici di persone che esprimevano malcontento per la situazione economica e sono degenerate in violenza a causa “dell’intervento di elementi terroristici“, una linea spesso ripetuta dal governo iraniano. Quindi avrebbe accusato direttamente Israele e gli Stati Uniti di sostenere i “terroristi”. Secondo quanto riferito all’agenzia dal ministero degli Esteri iraniano, Guterres avrebbe respinto l’intervento militare straniero in qualsiasi Paese sottolineando l’importanza che i governi rispettino i diritti umani.
La riunione del consiglio di sicurezza ONU e la solidarietà USA
Su richiesta degli Stati Uniti, il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite terrà presto una riunione sulla situazione in Iran. L’ambasciatore USA all’ONU ha ribadito la solidarietà di Washington con i manifestanti in Iran. “Noi siamo al fianco del coraggioso popolo iraniano“, ha detto Michael Waltz nel suo intervento al Consiglio di sicurezza dell’ONU.
Il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump “è un uomo d’azione, non di discorsi infiniti come vediamo alle Nazioni Unite”. Lo ha detto l’ambasciatore USA Michael Waltz nel suo intervento al Consiglio di sicurezza. “L’Iran – ha aggiunto – dice di essere pronto al dialogo ma le sue azioni dicono il contrario. Questo è un regime che governa con la repressione, la violenza e l’intimidazione e destabilizza il Medio Oriente da decenni. Adesso basta”. “Tutte le opzioni – ha aggiunto – sono sul tavolo per fermare il massacro e nessuno lo sa meglio della leadership del regime iraniano”.
Le reazioni internazionali: Cina e Russia
La Cina ha chiesto agli Stati Uniti di non interferire nella sovranità iraniana. “L’Iran è uno stato sovrano indipendente e gli affari dell’Iran devono essere decisi in modo indipendente dal popolo iraniano“, ha dichiarato l’ambasciatore Fu Cong nel suo intervento all’ONU. “La Cina – ha aggiunto – sostiene la salvaguardia della sovranità iraniana e l’integrità territoriale e chiede alla comunità internazionale di sostenere il governo e il popolo iraniano a superare questo momento difficile, garantendo la sicurezza nazionale e la stabilità sociale“.
La Russia ha accusato gli Stati Uniti di “alimentare l’isteria” riguardo alla crisi iraniana. “Dalla fine di dicembre tutto il mondo sta osservando gli Stati Uniti alzare la tensione e alimentare l’isteria attorno all’Iran, dichiarando che l’aiuto è in arrivo”, ha detto l’ambasciatore russo Vassilij Nebenzja nel suo intervento al Consiglio di sicurezza dell’ONU. “Ma soprattutto – ha aggiunto – Washington non ha neanche provato a nascondere le vere ragioni della sua preoccupazione riguardo alla situazione politica e minaccia di colpire l’Iran. Il suo obiettivo è risolvere il problema a suo favore”.
La Russia ha chiesto poi alle “teste calde” americane di evitare qualsiasi attacco all’Iran. Lo ha detto l’ambasciatore Vassilij Nebenzja nel suo intervento al Consiglio di sicurezza dell’ONU. “Invitiamo con forza – ha dichiarato – le teste calde di Washington e di altre capitali, che sembrano contemplare una nuova avventura militare, a tornare in sé ed evitare la ripetizione della tragedia del giugno 2025, quando l’aggressione statunitense e israeliana ha quasi provocato una grave catastrofe nucleare“.



