martedì, Giugno 9, 2026
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Caso Lyhanna: il governo propone l’ergastolo per gli stupratori

AGI – Sulla scia della pressione contro il governo per l’uccisione della 11enne Lyhanna, il premier francese Sébastien Lecornu ha presentato le prime misure per placare la rabbia e l’indignazione generale nel Paese. Il primo ministro, che ha tenuto un incontro di 90 minuti con diversi ministri a Matignon per discutere di tutela dei minori e violenza sessuale, ha proposto un inasprimento delle pene per gli stupratori seriali, che potrebbero rischiare l’ergastolo anziché gli attuali 20 anni, secondo quanto riferito da Matignon.

Tempi stringenti per le indagini sui minori

Per quanto riguarda i crimini contro i minori, il capo del governo ha inoltre affermato che le indagini debbano essere condotte “entro un periodo massimo di tre mesi”. Questo provvedimento è una risposta all’inerzia del sistema giudiziario nei confronti del principale sospettato della morte di Lyhanna, Jérôme B., che, prima di questa tragedia, era stato oggetto di numerose denunce e segnalazioni.

L’esame in Parlamento e il dibattito politico

Altri provvedimenti sono in fase di definizione e saranno tutti inclusi nel progetto di legge sulla tutela dei minori, già presentato al Consiglio dei ministri circa dieci giorni fa e che sarà esaminato dal Parlamento a luglio. Il premier risponderà questo pomeriggio all’Assemblea Nazionale a un’interrogazione sul caso Lyhanna da parte della leader del Rassemblement National (RN), Marine Le Pen, la quale ha affermato di sostenere i provvedimenti ma ha chiesto un’“introspezione” all’interno del sistema giudiziario.

Le proteste di piazza e le azioni legali

Ieri sera, in diverse città francesi, sono scesi in piazza oltre 60mila manifestanti contro le mancanze in questo caso e verranno intentate cause legali contro l’inerzia delle autorità pubbliche.

La posizione dei ministri e le audizioni

Pur riconoscendo prontamente “gravi mancanze”, il ministro della Giustizia Gérald Darmanin ha escluso di rassegnare le dimissioni. Ha ordinato che le 70mila denunce attualmente pendenti in tribunale riguardanti minori vengano esaminate entro il 14 luglio. È stato ascoltato questa mattina al Senato insieme al suo collega, il ministro dell’Interno Laurent Nuñez, che ha difeso il modo in cui la polizia e i gendarmi gestiscono i casi di violenza sessuale contro i minori.

Stanziamenti e bilancio per il futuro

In una lettera ai suoi ministri, resa pubblica ieri sera, Lecornu ha sottolineato l’“orrore” ma anche la “mancanza di comprensione riguardo alle circostanze” della morte di Lyhanna. Ha assicurato che i finanziamenti stanziati per la lotta contro la violenza di genere e sessuale “saranno mantenuti” nel bilancio del 2027.

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