domenica, Agosto 2, 2026
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Ceuta, rimpatriati tutti i migranti. Martedì il vertice d’urgenza Ue. L’ira di Sanchez: “Egoisti”

AGI – A Ceuta è quasi completato il controesodo dei migranti dopo che a decine di migliaia, erano entrati nei giorni scorsi nell’exclave spagnola in Marocco. È quanto riferiscono le autorità di Madrid, mentre i ministri della Giustizia e dell’Interno dell’Unione Europea si preparano a un incontro in videoconferenza martedì per discutere di un afflusso improvviso la cui dinamica lascia aperti numerosi interrogativi.

A Ceuta ondata di arrivi poi il rientro 

Sono circa 60 mila persone le entrate a Ceuta in pochi giorni dalla frontiera con Rabat, ha dichiarato ai cronisti il presidente della comunità autonoma di Ceuta, Juan Jesus Vivas, esponente del Partito Popolare all’opposizione. “La situazione si è quasi completamente ribaltata”, ha affermato da parte sua il ministro dell’Interno spagnolo, Fernando Grande-Marlaska.

Rimpatri e controlli alla frontiera

I cronisti presenti sul posto hanno assistito al rimpatrio dei richiedenti asilo, per lo più giovani uomini, sotto la sorveglianza di soldati e poliziotti spagnoli, pronti a incalzare chi indugiasse troppo sul sentiero costiero. In molti avevano raggiunto il territorio d’oltremare spagnolo a nuoto, dopo aver aggirato una piccola barriera di confine nel Mediterraneo. Tra costoro, in almeno 67 hanno perso la vita nel tentativo. Una nuova barriera pneumatica lunga 500 metri, ha annunciato il dicastero retto da Grande-Marlaska, è stata installata vicino al posto di frontiera per rafforzarne la sicurezza.

Le cause dell’ondata migratoria 

Le cause di questa repentina e massiccia ondata migratoria rimangono ancora poco chiare, a differenza di quanto avvenuto nel 2021 a Melilla, l’altra exclave spagnola in territorio marocchino, quando l’apertura della frontiera fu una rappresaglia per l’ospitalità medica offerta da Madrid a Brahim Ghali, capo del Fronte Polisario, gli indipendentisti del Sahara occidentale, avversati da Rabat.

La posizione delle autorità marocchine

Le autorità del Paese nordafricano non hanno ancora rilasciato una dichiarazione ufficiale in merito a quanto accaduto in questi giorni. Una fonte di Rabat vicina alle operazioni di frontiera ha riferito ad Afp che le persone rimpatriate vengono trasportate direttamente a casa in autobus o in treno da Tangeri, a 70 chilometri di distanza. Il valico di frontiera di Fnideq è ora “completamente sicuro“, ha aggiunto la fonte, così come le colline che lo sovrastano, dalle quali ieri centinaia di migranti avevano lanciato pietre contro le forze di sicurezza.

La lettera di Meloni e altri 21 Paesi Ue

La crisi non è però ancora rientrata sul fronte politico. La riunione di martedì è stata convocata in seguito alla lettera aperta congiunta firmata da 22 Stati Ue che chiedevano un confronto urgente per concordare una risposta rapida e coordinata e per “prevenire ulteriori attraversamenti incontrollati”. “Difendere le frontiere esterne dell’Unione non è interesse di una singola nazione. È una responsabilità condivisa dell’Europa”, ha scritto su X il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. L’Italia ha sospeso per un mese, a partire da oggi, l’accordo di Schengen con la Spagna, che consente la libera circolazione tra i Paesi dell’area.

Sanchez: “Da alcuni Paesi una reazione egoistica”

Il primo ministro spagnolo, Pedro Sanchez, in una lettera ai presidenti della Commissione europea e del Consiglio europeo, ha criticato la reazione “egoistica” di alcuni Paesi dell’Ue, pur appoggiando la convocazione della videoconferenza.

La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha dichiarato su X che il blocco ha bisogno di “imparare dalle esperienze passate per migliorare la nostra resilienza europea” e ha sottolineato che in questi giorni “nessuna persona ha raggiunto la Spagna continentale o il resto dell’Ue” da Ceuta, un territorio di 18,5 chilometri quadrati, insieme a Melilla avamposto d’Europa in Africa.

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