giovedì, Agosto 6, 2026
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Ceuta, una campagna di fake news da 11 milioni di views dietro la crisi migratoria

AGI – La paura è quella di una nuova migrazione di massa. A Ceuta tutti gli occhi sono puntati sulla data del prossimo 15 agosto, giorno in cui potrebbe scattare un nuovo allarme per un’altra ondata di migranti marocchini nell’enclave spagnola.

Le parole del sindaco di Ceuta

“Viviamo nell’angoscia e non sappiamo se questo episodio si ripeterà” ha detto il sindaco di Ceuta, Juan Jesus Vivas Lara intervenendo alla riunione straordinaria della Commissione Libe del Parlamento europeo sui fatti avvenuti nell’enclave spagnola, dove sono arrivati più di 70mila marocchini in appena due giorni. 

Vivas ha poi chiesto la “sicurezza” del confine tra la città autonoma e il Marocco, che ha definito “il confine di tutti”, e ha richiesto un aumento del personale e delle attrezzature nella zona, sottolineando come i fatti del 30 e 31 luglio abbiano rappresentato “il momento più difficile della storia di Ceuta”. 

Il sindaco poi ha rivolto una doppia richiesta al Parlamento europeo “si esprima chiaramente e riconosca che quello che è accaduto non può essere trattata alla stregua di una crisi migratoria ma come una minaccia all’integrità territoriale di Ceuta, della Spagna e dell’Unione europea” e poi “di rivolgersi alle altre istituzioni europee per trarre una lezione da quello che è successo”.

La disinformazione e gli arrivi di massa

“Il confine di Ceuta è aperto“: questa voce si è diffusa a macchia d’olio sui social media alla fine di luglio, spingendo circa 72.000 migranti dal Marocco a tentare di entrare con la forza nell’enclave spagnola, rischiando la vita. Una falsa informazione costruita su una recente sentenza della Corte Suprema spagnola di Madrid, secondo la quale l’espulsione immediata dei migranti non si applicherebbe a coloro che arrivano via mare.

Secondo un rapporto pubblicato da Chema Gil, analista della sicurezza e ricercatrice presso l’Università di Murcia, una campagna online che ha totalizzato 11 milioni di visualizzazioni è alla base di questa crisi migratoria senza precedenti nella storia recente di Ceuta.

Di fronte all’afflusso eccezionale di migranti, il premier spagnolo Pedro Sanchez ha denunciato la voce come diffusa “da mafie di trafficanti di esseri umani”, con un’interpretazione disonesta della sentenza della Corte.

 

 

I rimpatri e le vittime

Un totale di 72.000 migranti sono entrati illegalmente nell’enclave spagnola in pochi giorni alla fine di luglio, un numero record per un periodo cosi’ breve. Di questi, 70.000 sono già rientrati in Marocco, secondo il ministero dell’Interno di Madrid. Almeno 78 persone sono morte, principalmente per annegamento, secondo gli ultimi dati della prefettura di Ceuta mentre, sul lato marocchino del confine, le autorità di Rabat hanno segnalato 11 vittime.

Partendo dal presupposto che i migranti non sarebbero più’ stati rimpatriati in Africa una volta giunti a Ceuta via mare, i messaggi “sono stati diffusi da account non identificabili praticamente senza alcuna interazione, sollevando interrogativi sul possibile utilizzo di algoritmi di distribuzione di massa (bot)”, secondo Mohamed Benaissa, presidente dell’ONG marocchina Osservatorio per i Diritti Umani del Nord (ONDH).

L’allerta del 15 agosto

Mentre Ceuta ancora vive gli strascichi di questa crisi migratoria, si è acceso un altro alert per il 15 agosto quando potrebbero ripetersi gli arrivi in massa nella cittadina spagnola. Nuovi appelli già circolano sui social, invitando a una nuova invasione dell’enclave.

“L’attenzione rimane altissima prima, durante e dopo il 15 agosto, data che è stata indicata sui social media come possibile nuova minaccia di attraversamento del confine” spagnolo a Ceuta. Ha spiegato il portavoce della Commissione Guillame Mercier, rispondendo alle domande dei giornalisti. 

 

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