domenica, Aprile 26, 2026
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Come ha fatto il killer a entrare all’Hilton?

AGI – Il presunto attentatore che ha sparato alla cena dei corrispondenti della Casa Bianca ieri sera al Washington Hill “ha tentato di provocare una tragedia nazionale”. Lo ha dichiarato in un comunicato il vicedirettore dei Servizi Segreti statunitensi, Matthew Quinn, sottolineando che “l’efficacia del nostro sistema di sicurezza a più livelli è stata evidente, ma abbiamo ancora una miriade di contromisure da attuare”.

Critiche al Secret Service e l’agente ferito

Nonostante rassicurazioni da più parti e il fatto che il presidente Donald Trump assieme ai partecipanti siano usciti illesi dalla sparatoria, non sono mancati dubbi e critiche sulla piena efficacia del dispositivo di sicurezza predisposto al Washington Hilton. L’unico ferito nell’attacco all’evento mediatico è stato un agente dei servizi segreti, appena dimesso dall’ospedale secondo quanto riportato dalla Cnn, che cita il capo delle comunicazioni dei servizi segreti statunitensi, Anthony Guglielmi.

La fonte, che non ha rivelato il nome dell’agente ne’ l’ospedale in cui è stato ricoverato, ha affermato che il giubbotto antiproiettile indossato dall’agente “ci ha aiutato a evitare una potenziale tragedia”. In precedenza, il presidente Trump ha dichiarato di aver parlato con l’ufficiale, dicendo ai giornalisti alla Casa Bianca che “è di ottimo umore e gli abbiamo detto che lo apprezziamo e lo rispettiamo. È una persona molto orgogliosa. È molto fiero di ciò che fa”.

Cole Thomas Allen: il killer era già dentro l’hotel

Nonostante le misure di sicurezza “a più livelli” in vigore durante la cena, il 31enne Cole Thomas Allen, fermato dopo la sparatoria, è riuscito a superare il livello di sicurezza più esterno dell’evento perché era ospite dell’hotel, come riferito da diversi funzionari. La sicurezza per l’evento annuale dei corrispondenti della Casa Bianca è sempre molto rigida, soprattutto quando partecipa il presidente.

Le forze dell’ordine hanno sostenuto che la loro “protezione a più livelli” al Washington Hilton ha comunque funzionato come previsto. Jeffery Carroll, capo ad interim della polizia metropolitana, ha dichiarato ai giornalisti che gli investigatori ritengono che il sospettato alloggiasse nell’hotel e che questo sia il modo in cui è riuscito a entrare nell’hotel al momento dell’evento.

Protocolli d’accesso e controlli nella sala da ballo

L’hotel era stato chiuso al pubblico dalle 14 (ora locale) in previsione della cena, iniziata alle 20. L’accesso all’hotel era limitato agli ospiti, ai possessori di biglietti per la cena, a chi aveva un invito a uno dei ricevimenti che si tengono in hotel prima o dopo la cena, o a chi era in possesso di documenti dell’Associazione dei corrispondenti della Casa Bianca che attestassero l’affiliazione all’evento.

I 2.300 ospiti presenti all’evento nella spaziosa sala da ballo dell’hotel hanno dovuto superare diversi controlli aggiuntivi per accedere alla sala; hanno mostrato i biglietti ai volontari e al personale dell’hotel e sono passati attraverso i metal detector.

La protezione ravvicinata per Donald Trump

All’interno della sala da ballo, per la cena vera e propria, erano in vigore ulteriori misure di sicurezza. Il Secret Service ha mantenuto un ulteriore perimetro intorno al presidente Trump, con una zona cuscinetto che lo separava dagli altri ospiti seduti al tavolo d’onore dal resto dei partecipanti. Agenti dei servizi segreti erano di guardia davanti al palco e dietro le quinte, cosi’ come agenti antisommossa pesantemente armati, pronti a intervenire in caso di minacce. 

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