AGI – I capigruppo di maggioranza di Camera e Senato hanno depositato la proposta di riforma della legge elettorale, frutto di un confronto andato avanti fino alla tarda notte di ieri nel centrodestra.
La proposta di stampo proporzionale, spiega chi ha presentato il testo, parte dall’attuale Rosatellum, “in ossequio ai dettami delle sentenze 1 del 2014 e la 35 del 2017 della Corte Costituzionale, prevede un premio di governabilità che possa agevolare sia la stabilità che la rappresentatività“. Ecco i principali punti del testo presentato dal centrodestra.
Proporzionale con premio
Il sistema di voto proposto dal centrodestra è un proporzionale corretto con un premio di maggioranza da assegnare alla lista o alla coalizione che raggiunga almeno il 40 per cento dei voti, pari a 70 seggi alla Camera e 35 al Senato (ma non potrà in ogni caso superare il quindici per cento dei seggi totali, rimanendo ancorato alla soglia massima di 230 seggi conseguibili alla Camera e 114 seggi conseguibili al Senato). Spariscono, quindi, i collegi uninominali previsti nel Rosatellum. Il collegio plurinominale si conferma come l’unità di base della competizione elettorale. Viene regolata la composizione delle liste, la raccolta delle sottoscrizioni e l’indicazione del nominativo proposto per l’incarico di Presidente del Consiglio, “quale elemento di trasparenza politica privo di effetti vincolanti”, sottolineano gli estensori della proposta. Nessuna variazione è prevista per le dimensioni delle attuali circoscrizioni e degli attuali collegi plurinominali e proporzionali.
Il ballottaggio
La proposta presentata dal centrodestra prevede un eventuale turno di ballottaggio qualora le prime due liste o coalizioni di liste, pur non avendo raggiunto il quaranta per cento dei voti validi, abbiano conseguito almeno il trentacinque per cento dei voti. L’attribuzione dei seggi è assegnata esclusivamente con metodo proporzionale.
Lo sbarramento
La riforma della legge elettorale prevede una soglia di sbarramento al tre per cento.
Indicazione del premier
Il testo del centrodestra rende obbligatoria, al momento della presentazione delle liste, l’indicazione del nome del candidato premier.
No preferenze, collegi invariati
Nel testo depositato dal centrodestra non sono previste le preferenze anche se fonti di maggioranza fanno sapere che il tema sarà riproposto con un emendamento durante l’esame in Parlamento. I collegi e le circoscrizioni non subiscono variazioni di numero e di dimensioni.
Listini bloccati e pluri-candidature
Il testo del centrodestra prevede che ogni elettore può esprimere un voto su un’unica scheda recante il contrassegno di ciascuna lista, corredato dei nomi dei candidati nel collegio plurinominale e dei candidati delle liste circoscrizionali presentate ai fini dell’eventuale attribuzione del premio di governabilità. In ogni collegio plurinominale il numero dei candidati non può essere superiore al numero di seggi assegnati e in ogni caso non può essere inferiore a due né superiore a sei. Resta la possibilità delle pluri-candidature con i candidati che poi dovranno optare. Rimane anche il meccanismo dell’alternanza di genere.



