giovedì, Gennaio 8, 2026
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Commozione a Roma e Bologna per i funerali di Riccardo e Giovanni, vittime della strage di…

AGI – Si celebrano questa mattina a Roma e Bologna i funerali di Riccardo Minghetti, e di Giovanni Tamburi, due delle sei vittime italiane dell’incendio scoppiato nella notte di Capodanno nel bar Le Constellation a Crans-Montana che ha provocato 40 morti.

Il feretro di Riccardi Minghetti è arrivato nella Basilica dei Santi Pietro e Paolo all’Eur. Ad accoglierlo le massime autorità cittadine: il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca e il sindaco di Roma Roberto Gualtieri.

 

 

Tra i presenti anche il ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi e quello della salute Schillaci. Tantissimi i giovanissimi presenti per l’ultimo saluto al ragazzo, in particolare i compagni di classe e di scuola del liceo scientifico Cannizzaro, profondamente colpiti dalla tragedia. 

 “Di fronte a un dolore così grande le parole non bastano, ma esserci oggi è già un segno”. È con questo sentimento condiviso, nell’omelia di monsignor Andrea Manto, vicario episcopale per la Pastorale, pronunciata durante i funerali, che si è svolto l’ultimo saluto a Riccardo. Migliaia di persone hanno riempito la Basilica e le scale antistanti, completamente gremite, in una partecipazione segnata soprattutto dalla presenza di tantissimi giovanissimi, amici e coetanei, con gli occhi lucidi e i volti profondamente commossi.

“Di fronte a una tragedia come questa non ci sono parole e quando la vita ci mette davanti a queste situazioni ne vediamo tutta l’assurdità e l’imprevedibilità – ha aggiunto monsignor Manto – Pero’ noi siamo qui, in una chiesa che anche Riccardo ha frequentato. Se siamo qui solo per esprimere a papa’ Massimo, a mamma Carla e alla sorella Matilde cordoglio e dolore, è già una cosa giusta. Ma poi, andando via da qui, c’è un vuoto incolmabile, una presenza che non torna. Vince l’amore, il bene. Questa è la certezza della fede. La fede cui noi affidiamo la sua vita”.

Nel suo ricordo il volto di un ragazzo pieno di vita: “Riccardo amava lo sport, gli amici, la famiglia, era un ragazzo pieno di vita. La vita è qualcosa di meraviglioso e la morte non ha l’ultima parola. Non ci sono altre parole, c’è la promessa che la morte e’ solo addormentarsi per risvegliarsi poi nell’eternità”. Un messaggio affidato soprattutto ai tanti giovani presenti, molti dei quali rimasti anche all’esterno della Basilica: “Impariamo da questa tragedia che la vita va vissuta ogni giorno con pienezza, con responsabilità, che significa prudenza ma ancor piu’ dare pienezza a ogni giorno che passa, senza buttare via la vita”. E infine l’immagine di una staffetta ideale: “In una ideale staffetta Riccardo consegna a voi un testimone, lui ha combattuto la sua battaglia e terminato la corsa, ma a noi resta raccogliere quel testimone, trasformando il dolore in un più di amore”, ha concluso.

Nel pomeriggio, a Milano, si svolgerà una doppia cerimonia per i funerali di Chiara Costanzo, nella basilica di Santa Maria delle Grazie, e quelli di Achille Barosi, nella basilica di Sant’Ambrogio. L’ultima vittima italiana, Sofia Prosperi, sarà ricordata a Lugano, nella cattedrale di San Lorenzo.

A Bologna chiesa gremita per Giovanni Tamburi

Una chiesa gremita all’inverosimile, già all’arrivo del feretro, con centinaia di adolescenti del Liceo Righi e non, raccolti in gruppetti in ordinato silenzio. E poi i familiari, i genitori e la nonna. E i tantissimi cittadini che non lo conoscevano ma hanno voluto accompagnare Giovanni Tamburi, il 16enne morto nella strage di Capodanno di Crans Montana, nel suo ultimo viaggio, nella Cattedrale cittadina di San Pietro a Bologna. In prima fila la famiglia di “Giò” come lo chiamava chi gli voleva bene. Nei banchi tanti rappresentanti delle istituzioni e della politica. Ci sono il sindaco Matteo Lepore, il presidente della Regione Michele de Pascale, la ministra all’Università, Annamaria Bernini e la sottosegretaria Lucia Borgonzoni. 

Amica di Riccardo: “Non deve accadere mai più”

“Non do la colpa a una sola persona. La responsabilità è di più fattori”. Lo dice Francesca, compagna di scuola di Riccardo Minghetti al liceo Cannizzaro, arrivando al funerale del 16enne morto nella strage di Crans-Montana alla Basilica dei Santi Pietro e Paolo all’Eur. La ragazza invita a non archiviare quanto accaduto come un episodio isolato: “Spero soltanto che questo evento serva a insegnare qualcosa. È importante far capire che queste cose non vanno rifatte e che bisogna stare attenti in qualsiasi circostanza, che sia un locale piccolo, una casa, qualunque situazione”. Francesca sottolinea i rischi legati a comportamenti superficiali: “Un cameriere sopra l’altro con delle scintille è comunque pericoloso. Questo episodio non deve mai accadere, mai più”. Alla domanda se scene simili siano diffuse anche nei locali di Roma, risponde con cautela: “Per quanto ho visto io, che sono comunque una ragazza nell’adolescenza, non l’ho mai visto”.

Poi il ricordo personale, legato alla vita quotidiana a scuola condivisa con Riccardo: “Durante un periodo molto triste, perché ero andata male in un giorno per un voto, mi è venuto accanto nei corridoi. Il Cannizzaro permette di spostarsi tra le classi. Io stavo andando in bagno e lui mi ha detto: ‘Guarda, non ti preoccupare, va tutto bene. È soltanto un voto, puoi sistemare qualunque cosa, ci sono io'”.
“Da li’ ho capito che persona fosse e l’ho sempre rispettato in qualsiasi circostanza” conclude. “Preferisco pensare di averlo ancora accanto, perché così sento che lui è ancora qui, tra di noi”.

 

 

 

 

 

 

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