martedì, Luglio 7, 2026
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Con gli alberi, le città sono fino a 4 gradi più fresche

AGI – Più alberi, meno superfici asfaltate e nuove pavimentazioni possono ridurre la temperatura delle città fino a 4 gradi nelle ore più calde della giornata. E’ quanto emerge dal progetto MIRIFICUS (Monitoraggio degli Interventi di RIForestazione per l’Isola di Calore Urbana tramite i Satelliti), coordinato dall’Istituto per la BioEconomia del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR-IBE) con la partecipazione dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) e il sostegno dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI).

Le simulazioni realizzate nelle aree di Settecamini, a Roma, e Mercafir-Piazza Artom, a Firenze, mostrano che interventi di riforestazione urbana, depavimentazione e utilizzo di superfici che trattengono meno calore possono abbassare le temperature superficiali di oltre 4 gradi tra le 9 e le 15, con una riduzione media giornaliera stabile compresa tra 2 e 2,2 gradi.

Secondo lo studio, l’effetto del raffrescamento non è limitato alle ore centrali della giornata ma si mantiene costante durante l’intero arco della giornata, dimostrando come interventi relativamente semplici possano migliorare in modo duraturo il microclima urbano.

La situazione nei capoluoghi

A Roma, dove la temperatura superficiale media estiva raggiunge 43,7 gradi, il raffrescamento prodotto dagli interventi simulati è evidente già nelle prime ore del mattino.

A Firenze, dove la temperatura media urbana supera i 44 gradi, la diminuzione supera i 4 gradi nelle ore centrali della giornata, confermando che proprio le aree maggiormente impermeabilizzate possono ottenere i benefici più consistenti. Il progetto ha inoltre realizzato un archivio storico delle temperature superficiali italiane relativo al periodo 2013-2023, evidenziando come quasi tutti i capoluoghi italiani superino i 40 gradi durante l’estate.

Milano registra una temperatura superficiale media di 43,1 gradi, Torino 43,0, Napoli e Bologna 42,7, mentre Cagliari raggiunge 42,9 gradi, risultando la città costiera più calda. Le aree rurali risultano mediamente più fresche di 5,6 gradi rispetto alle aree urbane, con differenze che a Napoli arrivano fino a 9,4 gradi. L’analisi evidenzia anche l’importanza della forma urbana nella distribuzione del calore.

Il progetto ha studiato quello che definisce il “DNA climatico” delle città, mostrando come disposizione degli edifici, altezza e materiali influenzino direttamente le temperature superficiali.

I casi di Firenze e Roma

A Firenze le aree caratterizzate da edifici compatti di media altezza raggiungono 44,6 gradi, mentre nei boschi urbani la temperatura scende fino a 35,9 gradi, con un raffrescamento naturale prossimo ai 9 gradi. A Roma, invece, le aree industriali con vaste superfici impermeabilizzate arrivano a toccare i 57,2 gradi. I risultati sono consultabili attraverso una piattaforma webGIS sviluppata nell’ambito del progetto, che permette di analizzare le temperature superficiali di tutti i comuni italiani e di simulare gli effetti degli interventi di forestazione urbana e riduzione del consumo di suolo.

“I risultati di MIRIFICUS ci dicono una cosa molto semplice: possiamo ridurre il caldo nelle città e sappiamo come farlo”, afferma Michele Munafo’, responsabile del progetto per ISPRA. “Le simulazioni di Roma e Firenze dimostrano che gli interventi adottati nei due casi studio riducono le temperature fino a quattro gradi. è una prova concreta che queste soluzioni riducono gli impatti dei cambiamenti climatici, i rischi per la salute e migliorano la qualità della vita urbana”. Per Marco Morabito, del CNR-IBE e coordinatore del progetto, “MIRIFICUS dimostra come i dati satellitari possano trasformarsi in strumenti operativi a supporto delle amministrazioni pubbliche. La piattaforma consente ai Comuni di individuare le aree prioritarie di intervento e di valutare gli effetti delle strategie di adattamento ai cambiamenti climatici attraverso mappe interattive e simulazioni basate su dati scientifici”.

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