martedì, Febbraio 3, 2026
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Contrordine: gli orsi delle Svalbard sono più grassi e più sani di prima (anche senza ghiaccio)

AGI – La scienza aveva previsto l’esatto contrario. Eppure, mentre il riscaldamento globale scioglie i ghiacci, gli orsi polari delle Svalbard diventano più grassi e più sani rispetto agli ’90. I ricercatori hanno pesato e misurato 770 esemplari adulti tra il 1992 e il 2019 e hanno scoperto che gli orsi sono diventati significativamente più grassi. Ma come è possibile se le piattaforme di ghiaccio di cui si servono gli orsi per cacciare le foche si sono disciolte nell’acqua? Semplicemente, hanno modificato la loro dieta, ‘portando in tavola’ più prede terrestri, tra cui renne e trichechi.

La scoperta, pubblicata su Scientific Reports, è stata sconcertante perché va a smentire tutte le previsioni degli scienziati legate alle conseguenze del cambiamento climatico sulle popolazioni animani artiche.  

“Più un orso è grasso meglio è”

“Più un orso è grasso, meglio è”, spiega alla BBC il ricercatore capo Jon Aars dell’Istituto polare norvegese. Le riserve di grasso degli orsi forniscono energia e isolamento e consentono alle madri di produrre latte ricco per i cuccioli. Tuttavia, aggiunge Aars, “mi sarei aspettato di vedere un peggioramento delle condizioni fisiche, vista la profonda perdita di ghiaccio marino”.

I trichechi sono ufficialmente protetti in Norvegia dagli anni ’50, dopo essere stati cacciati fino quasi all’estinzione. Questa protezione ha aumentato il loro numero e, a quanto pare, ha fornito una nuova fonte di cibo grasso per gli orsi polari.

“Oggi ci sono molti più trichechi [da cacciare]”, ha affermato Aars. “È anche possibile che gli orsi siano in grado di cacciare le foche in modo più efficiente”. Infatti, se le foche hanno a disposizione aree di ghiaccio marino più piccole, si riuniscono in quelle aree più piccole, rendendo più facile la caccia collettiva per gli orsi. 

Risultati destinati a cambiare

Ma nonostante la buona notizia, i ricercatori sono convinti che questo trend difficilmente durerà. I risultati sono “positivi nel breve termine”, afferma John Whiteman, capo ricercatore scientifico presso l’organizzazione benefica Polar Bears International, PBI.

Con il continuo declino del ghiaccio marino, gli orsi dovranno spostarsi più lontano per raggiungere i territori di caccia, consumando più energia ed esaurendo le preziose riserve di grasso. “Ma le condizioni fisiche sono solo uno dei tanti fattori da considerare”, continua Whiteman. “Altre ricerche recenti su questi orsi hanno scoperto che un aumento dei giorni senza ghiaccio riduce la sopravvivenza dei cuccioli, delle femmine subadulte e delle femmine anziane”. 

Altrove non va così bene

In altre zone dell’Artico, il cambiamento climatico sta avendo un effetto molto diverso sugli orsi polari. Ci sono 20 sottopopolazioni conosciute di orsi polari in tutto l’Artico.

Nella baia di Hudson occidentale, in Canada, dove vivono gli orsi più meridionali e meglio studiati, il declino della popolazione è stato direttamente collegato all’aumento delle temperature. Whiteman ha aggiunto che il quadro a lungo termine per gli orsi polari è chiaro: hanno bisogno del ghiaccio marino per sopravvivere.

La perdita di ghiaccio comporta inevitabilmente il declino della popolazione di orsi, ma [questo studio dimostra] che il quadro a breve termine può variare notevolmente da una regione all’altra”. “A lungo termine se la perdita di ghiaccio continuerà senza controllo, sappiamo che gli orsi finiranno per scomparire”, conclude Whitman.

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