AGI – Il tribunale del Cantone Vallese ha disposto che Jacques Moretti, gestore del bar Le Constellation, rimanga in custodia cautelare per tre mesi, lasciando tuttavia aperta la possibilità di misure alternative al carcere. La decisione è stata presa per il pericolo di fuga dell’indagato.
La custodia cautelare può essere revocata
La custodia cautelare può essere revocata “a condizione che vengano adottate diverse misure alternative richieste dalla Procura, tra cui il pagamento di una cauzione”. e che comunque “appaiano adeguate a contrastare il rischio di fuga”, riporta Rts.
Garantire il corretto svolgimento delle indagini
Nella nota viene spiegato che in attesa di stabilire l’entità delle cauzioni, una procedura che richiederà “un’istruttoria approfondita”, prevale l’esigenza di mantenere in carcere Moretti. Il Tribunale sottolinea che “la custodia cautelare è destinata esclusivamente a garantire il corretto svolgimento delle indagini” e non è invece una “punizione” per l’imputato, che è “presunto innocente fino a un’ eventuale sentenza di condanna”.
“Il principio fondamentale è che l’imputato rimane in libertà fino al processo aggiungono i giudici – poiché la detenzione preventiva puo’ essere disposta solo in casi eccezionali come ultima ratio”. Non sono escluse quindi misure meno severe in futuro se sufficienti a garantire il “corretto svolgimento delle indagini”.
Il Comune non potrà costituirsi parte civile
Il comune di Crans-Montana non potrà costituirsi parte civile per il rogo del Le Constellation. La procura del Vallese ha respinto la richiesta della municipalità di presentarsi come parte lesa. Lo riporta Rts.
Appena due giorni dopo la tragedia del 1 gennaio, il consiglio comunale di Crans-Montana annunciò di aver preso “la decisione unanime” di costituirsi “parte civile” nel procedimento penale, una dichiarazione che suscitò scalpore.
La posizione del comune e il rifiuto della procura
Se da un lato il Comune dichiara di essere vittima dell’accaduto, dall’altro riconosce di essere venuto meno ai propri doveri mancando di compiere per 5 anni le ispezioni al Le Constellation. Carenze che potrebbero comportare azioni legali nei confronti di alcuni dipendenti comunali. “Ritengo che il Comune non possa essere considerato parte attrice” ha scritto la Procura nelle motivazioni, “in quanto la parte lesa è costituita da qualsiasi persona i cui diritti siano stati direttamente lesi da un reato” e non in quanto “autorità incaricata della tutela degli interessi pubblici“. L’avvocato del Comune ha quindi informato la Procura della Repubblica che la municipalità stava facendo marcia indietro “per rispetto delle vittime e indipendentemente da qualsiasi considerazione legale”.
Implicazioni pratiche e richiesta di partecipazione
In termini pratici, ciò significa che il comune di Crans-Montana non potrà pretendere dai convenuti alcun risarcimento per eventuali danni subiti. Pur non essendo parte attrice, il comune di Crans-Montana chiede comunque alla Procura di riconoscerlo come “parte del procedimento“. Ciò significa che spera, in particolare, di avere accesso al fascicolo, di presenziare alle udienze e di porre domande ai testimoni.
Bertolaso, un paziente fuori pericolo
“Questa mattina ho fatto un giro insieme ai due primari dei due reparti. Ci sono due o tre situazioni molto migliorate. Ci sono sicuramente due persone che probabilmente nei prossimi giorni trasferiremo in altri ospedali e c’è un ragazzo di questo gruppo di giovani che è quello che si trova sicuramente nelle condizioni migliori che si muove, si sposta, ma comunque ha bisogno di tutta una serie di medicazioni continue, quindi possiamo dire che è fuori pericolo, ma non possiamo certo dire che il problema è risolto”. Lo ha detto l’assessore al Welfare di Regione Lombardia Guido Bertolaso durante un punto stampa all’ospedale Niguarda sulla situazione dei feriti italiani di Crans Montana ricoverati.
“Poi gli altri nove sono particolarmente critici con diversi livelli di criticità. Sara’ un periodo molto lungo – ha aggiunto – che dovranno trascorrere le animazione e poi al centro ustioni. Per quello che si può fare facciamo il possibile: non siamo pessimisti su nessuno di loro, ma la lotta è estremamente dura”.
Pm Roma inoltrerà richiesta rogatoria
Intanto, nelle prossime ore, il pm di Roma Stefano Opilio inoltrerà una richiesta di rogatoria internazionale in Svizzera in relazione all’inchiesta sul rogo di Capodanno. Dopo questi atti i magistrati romani, coordinati dal procuratore Francesco Lo Voi, iscriveranno i nomi dei due indagati in Svizzera, anche sul registro degli indagati.
Oggi l’autopsia sul corpo di Riccardo Minghetti
Sarà svolto nel pomeriggio di oggi l’esame autoptico sul corpo di Riccardo Minghetti, il 16enne romano morto nel rogo. L’attività peritale è stata disposta dalla procura dei Roma che, nei giorni scorsi, ha avviato un fascicolo di indagine, al momento contro ignoti, in cui si procede per omicidio colposo plurimo e incendio. L’ufficio giudiziario ha delegato anche le procure di Milano, Bologna e Genova per affidare l’incarico per le autopsie delle altre cinque vittime italiane. I risultati verranno poi trasmessi ai pm della Capitale, coordinati dal procuratore Francesco Lo Voi.



