giovedì, Gennaio 15, 2026
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Crans-Montana, sequestrati fuochi d’artificio prodotti in Italia

AGI – In una borsa blu a tracolla sequestrata dalla Polizia di Zurigo al ‘Le Constellation’ nelle ore successive all’incendio c’erano anche dei fuochi d’artificio provenienti dall’Italia il cui utilizzo non è autorizzato in Svizzera e che nulla hanno a che vedere col rogo. È quanto emerge dalle carte dell’inchiesta, visionate dall’AGI, che vede indagati Jacques Moretti, in carcere, e Jessica Maric, col braccialetto elettronico, con le accuse di omicidio, incendio e lesioni colpose per la morte di 40 persone e il ferimento di 116.

Nella borsa trovata sul pavimento di fronte a un divano durante il recupero del corpo di una vittima sono stati trovati e analizzati dai funzionari del servizio di disinnesco di Zurigo dell’Istituto forense diversi fuochi pirotecnici tra i quali “otto pezzi Lupo P1′ che vengono descritti dai poliziotti come “articoli pirotecnici illegali che esplodono a terra, non autorizzati in Svizzera”. 

In sostanza si tratta di petardi in questo caso con “effetto flash”, quindi anche con un impatto visivo che si aggiunge al classico botto. Sull’etichetta c’è scritto che i ‘Lupo’ provengono da una fabbrica di Roccarainola in provincia di Napoli. Questi petardi sono stati trovati intatti, forse l’intenzione era di farli scoppiare fuori dopo la mezzanotte. I reperti sono stati sequestrati “nell’ambito della raccolta delle prove tra l’1 e il 2 gennaio”.

“Il presente rapporto non fornisce alcuna indicazione sulle possibili cause dell’incendio” precisano gli inquirenti. Proprio in quei giorni si andava delineando quella che poi la Procura del Canton Vallese ha acclarato essere stata l’origine del rogo e cioè le candele scintillanti a fontana che avrebbero dovuto creare un’atmosfera festosa nell’ultima notte dell’anno e si sono trasformate nell’innesco della strage di ragazzi. 

Le famiglie delle vittime a palazzo Chigi

A Palazzo Chigi sono arrivate le famiglie delle vittime della tragedia per la riunione che ha l’obiettivo di coordinare una linea comune sul fronte giudiziario, sia in territorio elvetico sia in quello italiano, e valutare le possibili iniziative da intraprendere. All’incontro partecipano il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, il Ministro della giustizia Carlo Nordio, l’Avvocato generale dello Stato, Gabriella Palmieri Sandulli, rappresentanti dei Ministeri degli esteri, dell’interno, degli affari europei e della Protezione Civile.

Ancora grave la 15enne ricoverata a Zurigo

Potrebbe riprendere domani l’intervento chirurgico per la quindicenne biellese Elsa Rubino, l’unica italiana tra i feriti ancora ricoverata nell’ospedale universitario di Zurigo. L’equipe medica che la sta seguendo ha iniziato in due fasi una delicatissima operazione per la ricostruzione dell’intestino gravemente danneggiato dal calore e colpito da una successiva infezione batterica. Contestualmente i medici hanno iniziato a intervenire sulle ustioni, di secondo e terzo grado che Elisa ha riportato sul sessanta per cento del corpo. Le condizioni della quindicenne sono ancora troppo gravi per ipotizzare un suo trasferimento in Italia: le due settimane che i sanitari svizzeri avevano indicato per considerala fuori pericolo sono passate ma la prognosi resta riservata. Quando sarà possibile, come conferma la famiglia, la ragazza sarà portata al Cto di Torino.

 

 

 

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