giovedì, Luglio 2, 2026
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Crescono Futuro Nazionale e M5s, giù FdI e Pd

AGI – Era da molto tempo che l’analisi delle tendenze dei sondaggi non riservava sorprese praticamente ogni settimana. Questa nuova situazione si deve, ovviamente, alla presenza di Futuro Nazionale, unica vera novità nel panorama politico italiano da diversi anni a questa parte. Anche oggi, infatti, nella nostra Supermedia il partito di Vannacci è quello che guadagna maggiormente terreno in due settimane, crescendo di un punto esatto e arrivando al 5,9%. Ma non è certo l’unica novità di questa settimana.

 

 

Fratelli d’Italia continua a essere il primo partito, ma – e qui l’elemento di novità – perde oltre mezzo punto e scende al 27,6%: si tratta del peggior dato per il partito di Giorgia Meloni da quando si è insediato il suo Governo. Anche la Lega continua a calare, ritrovandosi alle spalle di Alleanza Verdi-Sinistra e soprattutto con un vantaggio su FN che si è assottigliato a un misero 0,3%. È appena il caso di ribadire che la Supermedia è calcolata sui sondaggi pubblicati nelle ultime due settimane, per cui è verosimile che le rilevazioni più recenti, secondo le quali il partito di Vannacci avrebbe già superato quello di Salvini, produrranno un effetto simile nella nostra elaborazione solo a partire dalla prossima settimana.

 

Almeno per quanto riguarda i dati più recenti, quindi, sembra che in questa fase la crescita di FN stia avvenendo più a scapito di FDI che della Lega. Cosa per certi versi comprensibile, visto che l’attuale bacino di consensi leghista è più prossimo al suo “zoccolo duro”, mentre quello di FDI, molto più ampio, è maggiormente costituito da voto d’opinione, per sua natura più volatile. Ma nell’ultimo periodo si è assistito a un’evoluzione anche nell’altra metà del campo: in particolare, questa settimana torna a crescere il Movimento 5 Stelle (+0,7%) che tocca il 13,4%, vale a dire il suo miglior dato dalla fine di luglio dello scorso anno. Crescita che avviene, verosimilmente, a scapito del Partito Democratico (21,3%) che comunque conserva saldamente la palma di secondo partito del Paese.

 

 

 

La crescita duratura di Futuro Nazionale continua a danneggiare prevalentemente, com’era prevedibile, il centrodestra inteso come coalizione. Questa settimana l’area dei partiti di maggioranza scende infatti di un punto esatto, ritrovandosi sul valore più basso da inizio legislatura: 42,8%. Questo stillicidio comporta anche il divaricarsi del gap che separa il centrodestra dall’ipotetica coalizione del campo largo (quale che sia la denominazione che si sceglierà di dare a questa alleanza prima delle elezioni). Oggi questo divario è pari a due punti esatti, e per la maggioranza di governo inizia ad essere un dato allarmante soprattutto in vista dell’esame (slittato alla prossima settimana) della proposta di riforma della legge elettorale nota come “Stabilicum”, che assegna un premio di maggioranza in entrambe le camere alla coalizione più votata, a condizione che superi il 42%.

 

Ma cosa pensano gli italiani di questa riforma, di cui si parla ormai da mesi, e più in generale della legge elettorale? Sul tema sono state svolte diverse rilevazioni, anche recenti. Tendenzialmente, gli italiani sono favorevoli a un sistema di impianto proporzionale, e preferiscono che le coalizioni venissero decise prima del voto. Soprattutto, secondo un sondaggio Only Numbers, gli elettori condividono l’idea che la legge elettorale debba avere come principale obiettivo quello di generare una maggioranza parlamentare stabile (48%) piuttosto che di rappresentare gli orientamenti politici dei cittadini (17%). Secondo un sondaggio SWG svolto ad aprile (quando l’ipotesi era di un premio di maggioranza del 57,5% a chi avesse superato il 40% dei seggi), il 42% degli italiani era favorevole a tale ipotesi contro un 38% di contrari, ma con opinioni – ovviamente – molto polarizzate in base all’appartenenza politica.

 

 

Il premio di maggioranza, proposto in sostituzione dei collegi uninominali come fattore di disproporzionalità, è certamente un tema controverso, ma meno di altri. A cominciare dalle liste di candidati bloccate, cioè senza la possibilità per i cittadini di esprimere preferenze. Un tema che scontenta la netta maggioranza degli italiani: il 71% secondo l’indagine Only Numbers, il 53% secondo un recente sondaggio di Ipsos e il 68% nell’ultima rilevazione a cura di Demopolis.

 

Promossa è invece la disposizione (particolarmente problematica per l’attuale opposizione) che introdurrebbe l’obbligo di dichiarare prima del voto il nome della persona che si propone come candidato alla Presidenza del Consiglio: una norma vista con favore dal 56% degli intervistati da SWG, dal 43% degli interpellati da Ipsos (dove però i contrari sono al 33%) e dal 53% secondo Demopolis. Complessivamente, però, non emerge un giudizio particolarmente positivo sullo Stabilicum. Dai dati che abbiamo a disposizione finora, si va da una leggera prevalenza di opinioni negative (40% contro il 36% di positive) secondo Ipsos, a una maggioranza assoluta di bocciature (51% contro il 35% di opinioni favorevoli) secondo Demopolis. Anche in questo caso, come rilevato già ad aprile da SWG, i giudizi riflettono largamente l’appartenenza politica, tale per cui gli elettori di centrodestra esprimono in maggioranza un’opinione positiva e quelli dei partiti di opposizione, al contrario, un’opinione estremamente critica.

 

 

NOTA: La Supermedia Youtrend/Agi è una media ponderata dei sondaggi nazionali sulle intenzioni di voto. La ponderazione odierna, che include sondaggi realizzati dal 18 giugno al 1° luglio, è stata effettuata il giorno 2 luglio sulla base della consistenza campionaria, della data di realizzazione e del metodo di raccolta dei dati. I sondaggi considerati sono stati realizzati dagli istituti Demopolis (data di pubblicazione: 1° luglio), EMG (26 giugno), Ipsos (27 giugno), Piepoli (25 giugno), SWG (22 e 29 giugno) e Tecnè (20, 27 e 30 giugno). La nota metodologica dettagliata di ciascun sondaggio considerato è disponibile sul sito ufficiale www.sondaggipoliticoelettorali.it.

 

 

 

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