mercoledì, Settembre 16, 2026
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Crolla un palazzo a Gaza, almeno 20 morti e 60 dispersi

AGI – Gaza ancora tra sangue e macerie. Almeno 20 persone sono morte e circa 60 risultano disperse in seguito al crollo di un edificio residenziale di sei piani avvenuto questa mattina presto nella Striscia. Lo riferiscono l’ospedale Al-Shifa e il ministero della Salute di Gaza.   Tra le vittime figurano otto bambini; altre 14 persone sono rimaste ferite, mentre 10 sono sopravvissute al crollo.

L’allarme a Gaza: “Duemila edifici pericolanti”

Il palazzo collassato si trova nella zona occidentale di Gaza City ed era stato danneggiato dagli attacchi israeliani, una sorte che accomuna l’80% delle infrastrutture della Striscia palestinese. “Lanciamo l’allarme sul rischio di ulteriori crolli come questo, poiché vi sono quasi 2.000 edifici in condizioni simili nelle aree abitate della Striscia di Gaza, tutti occupati da civili”, ha dichiarato ai media Mahmoud Basal, portavoce della Protezione civile, recatosi sul luogo del crollo.   

Si scava sotto le macerie 

“Si sentono molte voci provenire da sotto le macerie, quindi siamo in una corsa contro il tempo e stiamo facendo il possibile. Le attrezzature a disposizione sono insufficienti”, ha dichiarato Alessandro Mrakic, direttore del Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo (Undp) a Gaza. Mrakic ha affermato che una valutazione dei danni condotta dall’Undp ha individuato 400 edifici a rischio di crollo a causa dei danni riportati durante la guerra nella Striscia di Gaza.

L’Onu: “Migliaia di famiglie senza tende o coperte”

Intanto a Gaza migliaia di famiglie palestinesi si apprestano alla stagione fredda senza avere tende e coperte. L’allarme è stato lanciato dal portavoce dell’Onu Stephane Dujarric, durante il suo incontro con i media internazionali. “Le famiglie sfollate nella Striscia di Gaza chiedono nuovi aiuti in vista dell’arrivo della stagione fredda e piovosa”, ha detto.

A Khan Younis, ha aggiunto, una visita a un sito per sfollati ha documentato gli effetti di un raid avvenuto circa due mesi fa. Secondo il responsabile del centro rifugiati, l’attacco aveva distrutto gran parte delle tende. I partner umanitari hanno distribuito un numero limitato di nuove tende e altri beni. Le famiglie chiedono però materassi, coperte e teli per riparare le strutture danneggiate. In un altro centro di accoglienza, nel nord di Rafah, l’accesso ai servizi essenziali resta difficile.

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