lunedì, Settembre 14, 2026
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Dagli altopiani al Mar Rosso, chi sono gli Houthi

AGI – In pochi giorni gli Houthi dello Yemen hanno conquistato lo strategico stretto di Bab el-Mandeb, confermando il proprio ruolo centrale nella costellazione di gruppi armati sostenuti dall’Iran in Medio Oriente. Un tempo considerati un movimento religioso e militare relativamente isolato, i ribelli, già padroni di gran parte del nord del Paese, compresa la capitale Sanaa, controllano ora l’intera costa yemenita del Mar Rosso.

Una minoranza religiosa diventata forza dominante

Gli Houthi appartengono al ramo zaydita dell’Islam sciita, minoritario nell’insieme dello Yemen ma maggioritario nella parte nord-occidentale, regione povera nella quale si trova la loro roccaforte di Saada. Il movimento, chiamato Ansar Allah (“Partigiani di Dio”), è stato fondato negli anni Novanta per denunciare quelle che considerava discriminazioni contro la comunità zaydita.

Prende il nome dalla sua guida spirituale Badreddine al-Houthi e dal figlio Hussein al-Houthi, ucciso dalle forze governative yemenite nel 2004. Un altro figlio, Abdel Malek al-Houthi, ne ha poi assunto la guida, trasformando il gruppo da forza isolata nel nord-ovest in una potente organizzazione politica e militare.

Il movimento dispone oggi di decine di migliaia di combattenti ben addestrati e temprati dalle battaglie nel difficile territorio montuoso dello Yemen. Gli Houthi controllano le regioni nelle quali vive la grande maggioranza della popolazione, mentre le forze governative detengono un territorio più esteso ma meno popolato. I loro missili e droni rappresentano una minaccia per i Paesi petroliferi del Golfo e per Israele, ripetutamente preso di mira durante la guerra a Gaza.

A differenza degli Hezbollah libanesi, gli Houthi non riconoscono la Guida Suprema iraniana come massima autorità religiosa, ma negli anni si sono progressivamente avvicinati all’Iran sul piano ideologico.

L’ascesa militare degli Houthi

Tra il 2004 e il 2010 il movimento ha combattuto sei guerre contro il governo yemenita e, nel 2009-2010, ha affrontato l’Arabia Saudita dopo averne attraversato il confine.

Nel 2011 gli Houthi hanno partecipato alla rivolta contro il presidente Ali Abdullah Saleh, destituito l’anno successivo. In seguito si sono alleati con lui per cacciare il nuovo governo, prima di ucciderlo nel 2017.

La svolta è arrivata nel 2014, con la conquista di Sanaa e di altre regioni. L’avanzata ha provocato nel marzo 2015 l’intervento militare guidato dall’Arabia Saudita. La guerra ha causato centinaia di migliaia di morti e una delle più gravi crisi umanitarie al mondo, prima della tregua raggiunta nel 2022.

Nel luglio scorso, sullo sfondo dello scontro tra Iran e Stati Uniti, lo Yemen è ripiombato nella guerra. A riaccendere il conflitto è stata la disputa sul controllo dello spazio aereo: Teheran aveva inviato a Sanaa un aereo con una delegazione houthi senza chiedere l’autorizzazione delle autorità saudite, contrariamente alla prassi seguita negli ultimi dieci anni.

Sono quindi scattati raid attribuiti a Riad contro l’aeroporto della capitale. In risposta, gli Houthi hanno attaccato il territorio saudita per la prima volta dal 2022.

Il ruolo nell’“Asse della resistenza”

Gli Houthi fanno parte di quello che l’Iran definisce l’“Asse della resistenza”, alleanza informale che comprende anche Hamas, Hezbollah e fazioni armate irachene.

Arabia Saudita e Stati Uniti li considerano uno strumento della Repubblica islamica e accusano Teheran di fornire loro armamenti. L’Iran ha negato in passato queste accuse.

Nonostante gli stretti rapporti, gli Houthi sembrano mantenere un certo grado di autonomia da Teheran. Nel 2024, dichiarando di agire in solidarietà con i palestinesi di Gaza, avevano attaccato nel Mar Rosso navi legate a Israele, costringendo numerose compagnie di navigazione a circumnavigare l’Africa.

Nel marzo scorso, in sostegno all’Iran colpito a fine febbraio da Stati Uniti e Israele, hanno rivendicato attacchi contro lo Stato ebraico, senza però provocare danni rilevanti.

La conquista dello stretto di Bab el-Mandeb

Gli attacchi condotti nel Mar Rosso e nello stretto di Bab el-Mandeb hanno dimostrato la capacità degli Houthi di perturbare il commercio marittimo mondiale e minacciare una rotta strategica per l’Arabia Saudita.

A luglio il movimento ha proclamato un blocco navale contro Riad, colpendo regolarmente navi saudite. Questa settimana, al termine di un’offensiva lampo, gli Houthi si sono impadroniti della costa yemenita sul Mar Rosso, rafforzando ulteriormente il loro controllo sulla navigazione attraverso lo stretto.

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