martedì, Luglio 16, 2024
spot_imgspot_imgspot_imgspot_img

Dalle uova alle noci, i cibi “dimenticati” della dieta mediterranea

AGI – Non solo olio extravergine di oliva, legumi, frutta e verdura di stagione. La dieta mediterranea è fatta di molti altri alimenti troppo spesso trascurati, quasi dimenticati, ma che sono centrali nel regime alimentare più salutare per eccellenza. Uova, latticini, noci, semi, spezie e anche vino rosso sono componenti “vitali” della dieta mediterranea e che, secondo una review pubblicata sul Journal of Translational Medicine, condotta da un gruppo di università dei paesi del Mediterraneo (l’Università di Catania, di Parma, la Politecnica Delle Marche, l’IRCCS Neuromed di Pozzilli e dall’Universidad Europea del Atlàntico in Spagna), sarebbero invece sottovalutati.

A puntare i riflettori sugli alimenti “Cenerentola” della dieta mediterranea saranno i numerosi protagonisti, medici, artisti, sportivi, associazioni e istituzioni, che prenderanno parte alla seconda edizione del Festival dei Cinque Colori, che si è aperto al Maschio Angioino di Napoli e che si concluderà il prossimo 19 maggio. “Il numero ‘cinque’ è il simbolo ricorrente del Festival perché è il numero che rappresenta i cinque colori del benessere: rosso, verde, viola, bianco e arancione, legati agli alimenti che non possono mancare in un’alimentazione equilibrata e le cui sfumature coprono l’intera gamma delle componenti della dieta mediterranea”, commenta Maria Teresa Carpino, Presidente Associazione Pancrazio e ideatrice del Festival dei Cinque Colori.

“Sentiamo quindi forte l’esigenza di promuovere stili di vita sani in generale, che prevedono una regolare attività fisica e anche un costante nutrimento culturale, fatto di cinema, letteratura, arte, musica.Tutto questo – continua – è esattamente quello che propone il Festival dei Cinque Colori con iniziative mirate a specifici target, quindi ‘personalizzate’ per i bambini e gli adulti”. I risultati della review mostrano la necessità di promuovere una piena e corretta conoscenza della dieta mediterranea, riconosciuta Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità dall’UNESCO nel 2020.

“Sono moltissimi gli studi che ne hanno evidenziato – ricorda Giuseppe Morino, pediatra, dietologo dell’ospedale Bambino Gesù e direttore scientifico del Festival dei Cinque Colori – l’efficacia protettiva contro malattie come il diabete, l’obesità, le patologie cardiovascolari e persino il cancro. Tuttavia, un’ampia varietà di alimenti è rimasta inesplorata durante lo studio dell’aderenza a questa dieta. Gli studi che decifrano l’impatto sulla salute di una dieta mediterranea infatti si sono concentrati principalmente sul consumo di frutta e verdura, olio d’oliva e cereali. I fattori dietetici rimasti inesplorati includono il consumo di cereali integrali, legumi, noci, semi, erbe e spezie, uova e latticini e vino rosso. Altri fattori inesplorati che possono avere un impatto significativo sull’aderenza alla dieta includono i metodi di cottura, di produzione, di lavorazione e di conservazione degli alimenti”.

Nella review i ricercatori hanno esplorato aspetti dietetici importanti e inesplorati per identificare e caratterizzare meglio la dieta mediterranea nel mondo moderno. La maggior parte delle metodologie utilizzate per valutare i benefici nutrizionali e sulla salute della dieta mediterranea presentano alcune limitazioni. “I punteggi dietetici e gli indici che determinano il contenuto nutrizionale della dieta mediterranea generalmente non considerano l’apporto calorico giornaliero totale e la proporzione dei macronutrienti”, spiega Morino.

“La classificazione della dieta mediterranea basata sul punteggio e sull’indice dietetico non può catturare pienamente gli aspetti culturali, comportamentali e culinari che caratterizzano il modello dietetico mediterraneo adottato dagli individui che vivono nell’area del Mediterraneo, dai suoi inizi storici fino agli agricoltori dell’Italia meridionale negli anni ’60”, aggiunge. Gli indici dietetici che valutano il livello di aderenza alla dieta mediterranea generalmente non includono il consumo di uova, di latticini, di noci e semi, di erbe e spezie, e del vino rosso.

Uova

Le uova sono ampiamente percepite come una delle principali fonti di colesterolo e un fattore di rischio per le malattie cardiovascolari. In realtà, l’uovo è una fonte economica e nutriente di proteine, vitamine e minerali. Le evidenze scientifiche indicano che le proteine dell’uovo sono facilmente digeribili e forniscono molti aminoacidi essenziali. Le uova sono una ricca fonte di peptidi bioattivi con proprietà antiossidanti e antinfiammatorie. Oltre al colesterolo, il grasso dell’uovo contiene fosfolipidi, acidi grassi mono e saturi, luteina, lecitina, colina e una varietà di vitamine e minerali.

In particolare, alcune persone potrebbero sperimentare avversità cardiovascolari legate a un aumento del colesterolo a causa della produzione di trimetilammina N-ossido (TMAO). Tuttavia, il consumo di uova è associato a molti benefici per la salute.

Latticini

Il latte e i suoi prodotti, come burro, yogurt, cagliata e latticello, fanno parte di una dieta tipica nelle regioni mediterranee da almeno 9.000 anni. Tuttavia, gli acidi grassi saturi presenti nei latticini ne hanno limitato il consumo nel corso del tempo a causa del rischio colesterolo. Le evidenze scientifiche, tuttavia, indicano che gli acidi grassi saturi derivati dai latticini possono aumentare solo parzialmente i livelli circolanti di colesterolo LDL. Al contrario, questi acidi grassi hanno molti effetti benefici, tra cui l’induzione dei livelli di lipoproteine ad alta densità (HDL), cioè il cosiddetto colesterolo buono; il miglioramento della funzione metabolica e la prevenzione della disbiosi del microbiota. Gli studi, inoltre, suggeriscono anche che il consumo di latte e di prodotti lattiero-caseari è associato a un minor rischio di complicanze cardiovascolari, inclusa l’ipertensione, nonché a un minor rischio di cancro del colon-retto.

Noci e semi

Alcuni tipi di frutta secca, come mandorle, noci e pistacchi, nonché semi, come semi di lino, semi di zucca e di girasole, fanno parte della dieta tipica delle regioni mediterranee da migliaia di anni. Un’ampia serie di evidenze scientifiche suggerisce che il consumo di noci è associato a un minor rischio di malattie cardiometaboliche. Tuttavia, i risultati degli studi clinici indicano che la frutta secca può aumentare i livelli di LDL nel sangue. Al contrario, solo pochi studi hanno analizzato gli effetti dei semi sulla salute e hanno prodotto risultati contrastanti. L’analisi nutrizionale di questi alimenti ricchi di energia indica la presenza di acidi grassi essenziali, sostanze fitochimiche con proprietà antiossidanti e antinfiammatorie e fitosteroli con proprietà ipocolesterolemizzanti.

Erbe e spezie

Il consumo di erbe e spezie è documentato da tempo nelle regioni mediterranee. Questi componenti di origine vegetale vengono utilizzati per migliorare il gusto, il sapore e l’aroma degli alimenti. Tuttavia, questi componenti difficilmente sono stati riscontrati nelle scale di valutazione relative all’aderenza alla dieta mediterranea. Le evidenze scientifiche indicano che erbe e spezie possono ridurre il rischio di malattie non trasmissibili. Sono ricchi di sostanze fitochimiche con proprietà antiossidanti, antinfiammatorie, antitumorali, ipolipemizzanti e ipotensive. Possono migliorare la digestione ed esercitare effetti neuroprotettivi.

Vino rosso

Il consumo moderato di vino è parte integrante della dieta mediterranea tradizionale. Tuttavia, le attuali linee guida dietetiche consigliano di escludere l’alcol dalla dieta a causa dei suoi effetti cancerogeni e di altri effetti dannosi sulla salute. Molti studi osservazionali indicano chiaramente che un consumo moderato di alcol può ridurre significativamente il rischio di malattie cardiovascolari e di mortalità per tutte le cause. Tuttavia, il suo impatto sul rischio di cancro al seno, al fegato e al colon rimane poco chiaro. 

 ​ Read More 

​ 

VIRGO FUND

PRIMO PIANO