AGI – Gomorra è pronta a tornare, ma lo fa scegliendo di guardare indietro. L’universo della serie cult di Sky e Cattleya si espande con il prequel “Gomorra – Le Origini”, che racconterà la giovinezza e le origini di Pietro Savastano, molto prima che diventi il boss spietato entrato nell’immaginario collettivo. La serie originale Sky arriverà dal 9 gennaio 2026 per sei puntate.
Ambientata nella Napoli degli anni Settanta, segnata da sogni, miseria e profonde contraddizioni sociali, Gomorra – Le Origini cambia radicalmente prospettiva: non il potere, ma il desiderio; non il dominio, ma la promessa mancata da cui nasce il crimine. A interpretare il giovane Pietro è l’esordiente Luca Lubrano, chiamato a dare volto a un ragazzo poverissimo, pieno di aspirazioni e ancora lontano dall’icona criminale che il pubblico conosce.
Marco D’Amore: showrunner, regista e motore creativo
Al centro di questo ritorno c’è Marco D’Amore, che in Gomorra – Le Origini non è soltanto un volto simbolo del franchise, ma ne rappresenta il vero motore creativo. D’Amore firma infatti la regia di quattro episodi – gli ultimi due sono di Francesco Ghiaccio – ed è l’autentico showrunner della serie, guidandone visione, tono e direzione narrativa.
In un’intervista all’AGI spiega come l’esigenza di tornare a raccontare Gomorra non sia nata da lui: “La voglia di farlo era già nel cuore e nelle intelligenze di chi gestisce Sky e Cattleya, che hanno inizialmente coinvolto Leonardo Fasoli e Maddalena Ravagli, un po’ la mamma e il papà di Gomorra. Solo a quel punto hanno operato verso di me un corteggiamento molto delicato e io non lo nascondo, avevo mostrato più di una reticenza, perché sentivo di non essere forse all’altezza di dare ancora qualcosa di vivo e potente al progetto”.
La svolta arriva quando il disegno artistico diventa chiaro. “Quando ho capito le intenzioni, ovvero che c’era il desiderio di operare proprio una sterzata rispetto a quello che era stato fatto, non ho potuto far altro che tuffarmi dentro questa avventura, perché sentivo che si poteva correre tutti insieme un meraviglioso e pericoloso rischio“, racconta ancora D’Amore all’AGI.
Pietro Savastano fragile: il ruolo di Angelo “a Sirena”
Il cuore del prequel è un Pietro Savastano fragile, segnato dalle mancanze e dal bisogno di credere in qualcuno. Centrale è il rapporto con Angelo “a Sirena”, figura che diventa modello, fratello maggiore e specchio. Luca Lubrano descrive così l’evoluzione del personaggio verso il lato criminale: “Angelo lo spinge molto verso quella direzione, perché Pietro ha tante mancanze e rivede in lui qualcosa a cui credere, qualcosa da seguire. All’inizio lo vede come un idolo, poi, passando il tempo, rivede più una sorta di fratello, una sorta di specchio. Si rivede tanto in Angelo e questo lo spinge molto a scegliere quella strada”.
In ‘Gomorra – Le Origini’ il crimine non è ancora potere, ma sogno. “Non viene raccontato il potere, ma la voglia di comprare un motorino nuovo, la voglia di avere delle pellicce, la voglia di essere qualcuno, di scappare anche un po’ dal luogo in cui si è nati”, sottolinea il giovane attore.
L’indigenza oggettiva e la critica alla proposta di legge
Per D’Amore, raccontare la Napoli di quegli anni significa soprattutto fare i conti con il tempo e con la storia. “È importante che questa serie faccia i conti con un’epoca che non è più sotto i nostri occhi ma che ha segnato un passaggio epocale decisivo per alcuni versi del nostro Paese. Mettere in scena questa Napoli serve chiaramente a non giustificare e a non assolvere nessuno, ma a raccontare allo spettatore che, se c’è forse un’origine di certe derive, nasce da quel periodo, da certi contesti, da un’indigenza reale e oggettiva“, spiega all’AGI.
Il racconto arriva mentre in Italia torna il dibattito sul rischio di apologia della criminalità organizzata. In particolare, è al centro della discussione il disegno di legge di Fratelli d’Italia (FDI) che punta a rendere reato penale l’esaltazione della mafia, estendendo il concetto di apologia anche alle opere audiovisive. Su questo punto Marco D’Amore è netto: “Io penso che questa proposta sia assolutamente coerente con la linea di questo governo, anche rispetto a un certo revisionismo culturale e a un certo reazionismo del pensiero. Per quanto mi riguarda, visto che ho letto il disegno di legge che prevede anche la detenzione, suggerirei al governo di allargare le patrie galere, perché ci faremo arrestare in parecchi“.
Con Gomorra – Le Origini, in arrivo dal 9 gennaio 2026, Sky sceglie dunque di tornare là dove tutto è cominciato, affidandosi a un racconto guidato direttamente da Marco D’Amore come showrunner e regista, per spogliare il mito di don Savastano e restituire l’uomo Pietro, mostrando come, prima del boss, ci sia stato un ragazzo e un sogno destinato a infrangersi nella realtà oscura all’ombra del Vesuvio.



