giovedì, Giugno 20, 2024
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Dopo la morte di Raisi, interim al vice Mokhber, da domani cinque giorni di lutto

AGI – Inizia domani con una prima cerimonia a Tabriz il lungo processo di celebrazioni funebri del presidente iraniano Ebrahim Raisi. Le elezioni presidenziali in Iran si terranno venerdi’ 28 giugno. Lo rende noto l’agenzia iraniana Irna.
Secondo l’IRNA, nella riunione dei Capi di potere tenutasi oggi pomeriggio, ospitata dal primo vicepresidente, Mohammad Mokhber, e alla presenza di Hojjat al-Islam Wal-Muslimeen Mohseni Ajei, il capo della magistratura, Mohammad Bagher Qalibaf, il Presidente del Consiglio islamico e di altre autorita’ e’ stata confermata la data del 28 giugno, rispettando l’accordo preliminare del Consiglio dei Guardiani.
Secondo il calendario elettorale approvato, la registrazione dei candidati verra’ effettuata dal 30 maggio al 3 giugno.
Ll’articolo 131 della Costituzione della Repubblica Islamica dell’Iran prevede l’istituzione di un consiglio incaricato di gestire gli affari esecutivi del Paese per un periodo di 50 giorni. Dopo la morte di Raisi, la guida suprema della rivoluzione ha diffuso un messaggio di cordoglio, in cui si legge: “Secondo l’articolo 131 della Costituzione, Mokhber e’ nella posizione di dirigere il potere esecutivo ed e’ obbligato ad accompagnare i capi dei poteri legislativo e giudiziario affinche’ sia eletto un nuovo Presidente entro cinquanta giorni”.
Di conseguenza – scrive l’Irna – Mohammad Mokhber, primo vicepresidente, insieme a Mohammad Baqer Qalibaf, capo del Consiglio islamico, e Gholamhossein Mohseni Ajeei, capo della magistratura, gestiranno il potere esecutivo fino allo svolgimento delle elezioni presidenziali.

 

Il funerale

L’addio a Raisi si concludera’ giovedi’ a Mashhad, quando le spoglie dell’ayatollah raggiungeranno il Santuario dell’Imam Reeza, la piu’ grande moschea del mondo per superficie. Domani, le prime esequie avverranno a Tabriz, la citta’ vicina al luogo dell’incidente in cui Raisi ha perso la vita con altri “7 martiri”, fra i quali il ministro degli Esteri Hossein Amir Abdollahian. In serata, ci sara’ una cerimonia funebre a Qom, il luogo in cui il giovane Raisi si formo’ in seminario. Mercoledi’, la cerimonia si sposta nella capitale Teheran, come ha dichiarato alla televisione il vicepresidente Mahsen Mansouri. Giovedi’ mattina nel Khorasan meridionale prima di arrivare al santuario dell’Imam Reza. 

L’incidente aereo

Le immagini del relitto riprese da lontano mostrano intatta solo la coda dell’elicottero, mentre l’abitacolo è in frantumi e completamente bruciato. Dopo l’incidente, nella notte e alle prime ore dell’alba, si è svolta la frenetica ricerca da parte delle numerose squadre di soccorso, oltre una settantina, complicata dalle condizioni meteorologiche.

 

 

A individuare la zona del disastro è stato un drone inviato dalla Turchia, che ha rilevato fonti di calore, consentendo così ai soccorritori di localizzare l’elicottero, da cui non veniva però alcun segno di vita. Tutti i paesi della regione hanno offerto solidarietà e assistenza. La Turchia, dietro richiesta di Teheran, aveva inviato un elicottero dotato di visori notturni, insieme a 32 esperti in soccorso in quota. Offerte di aiuto erano arrivate anche da Emirati, Oman, India ma anche dall’Arabia Saudita, nemica di vecchia data della Repubblica Islamica. La Russia si è attivata inviando una squadra con 47 specialisti, veicoli fuoristrada e un elicottero BO-105.

 

Il recupero dei corpi

La Mezzaluna Rossa iraniana ha dichiarato che i corpi di Raisi e di altri morti in un incidente in elicottero sono poi stati recuperati e che le operazioni di ricerca sono terminate. “Stiamo trasferendo i corpi dei martiri a Tabriz”, nel nord-ovest dell’Iran, ha detto alla TV di stato Pirhossein Koolivand, capo dell’organizzazione in Iran, aggiungendo che “le operazioni di ricerca sono giunte al termine”.

Chi era Raisi

Ebrahim Raisi era nato nel 1960 a Mashhad, la città santa sciita nel nord-est del Paese e si era laureato in diritto islamico all’Università Motahari di Teheran. Nel suo ‘curriculum’ la partecipazione alla rivoluzione khomeinista, la nomina a procuratore provinciale nel 1981, a Capo dell’Ufficio Nazionale di Ispezione nel 1994 e a Procuratore generale dal 2014 al 2016. È stato prima vice presidente della Corte Suprema, dal 2004 al 2014, poi presidente dal 2019 al 2021, quando è stato nominato presidente dell’Iran. Il vice presidente dell’Iran, Mohammad Mokhber, è il primo nella linea di potere dopo il presidente Ebrahim Raisi. Secondo la costituzione iraniana, in caso di morte o incapacità del presidente, il primo vicepresidente subentra e assume le funzioni di presidente fino allo svolgimento delle elezioni entro un periodo massimo di 50 giorni.

 

A differenza di altri paesi, la prima vicepresidenza iraniana è una posizione nominata, non eletta. Il vicepresidente ha assunto alcuni dei poteri del primo ministro dopo che la carica è stata abolita nel 1989. Ci sono diversi vicepresidenti nominati che prestano servizio contemporaneamente in Iran e lavorano principalmente come membri del gabinetto. La carica ricoperta da Mokhber è considerata prima tra pari. Raisi ha nominato Mokhber suo primo vicepresidente nell’agosto 2021 poco dopo essere entrato in carica. È la settima persona a ricoprire quel ruolo dopo la revisione della costituzione del Paese. Prima della sua nomina alla vicepresidenza, Mokhber è stato per 14 anni a capo del Setad iraniano, un potente conglomerato economico focalizzato principalmente su cause di beneficenza.  

 

 

 

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