martedì, Giugno 9, 2026
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E se il crollo delle nascite fosse colpa dello smartphone?

AGI – Mentre i governi di tutto il mondo si sforzano di trovare soluzioni per invertire il crollo dei tassi di natalità, nuovi studi statunitensi suggeriscono che abbiano ignorato un colpevole chiave: lo smartphone. “L’iPhone è un contraccettivo?” si chiede un documento pubblicato dal National Bureau of Economic Research, che analizza le ragioni per cui i tassi di fertilità negli Stati Uniti sono diminuiti del 22% dal 2007.

Per un certo periodo, gli esperti hanno collegato il calo alla recessione del 2008, quando il sistema finanziario globale è quasi collassato, gettando milioni di persone in difficoltà. Ma quando l’economia si è ripresa, non si è registrata una ripresa delle nascite. Sono state ipotizzate numerose altre ragioni, come il maggiore utilizzo di contraccettivi, una maggiore istruzione femminile e l’aumento dei costi di alloggio e assistenza all’infanzia. Tuttavia, non è stata ancora individuata una causa precisa.

L’ipotesi degli smartphone

Per questo motivo, l’economista del Middlebury College Caitlin Myers e il suo studente Ezekiel Hooper hanno testato l’ipotesi che gli smartphone, apparsi con l’arrivo del primo iPhone nel 2007, possano aver avuto la loro parte. Fino al 2011, gli iPhone erano disponibili tramite un unico operatore di telefonia mobile statunitense, AT&T. Pertanto, i ricercatori hanno confrontato le contee statunitensi con una copertura AT&T pressoché totale con quelle che ne avevano poca o nessuna.

I risultati dello studio

Hanno scoperto che l’accesso all’iPhone era correlato a una riduzione delle nascite del 4,5-8% nella fascia d’età 15-19 anni e del 3,2-6,6% nella fascia 20-24 anni. Si sono registrate anche diminuzioni statisticamente significative, seppur minori, tra le donne più grandi. Pur sottolineando che gli iPhone non sono la “causa esclusiva”, l’introduzione dello smartphone “ha giocato un ruolo considerevole nel calo delle nascite negli Stati Uniti” dopo il 2007.

Comportamenti e relazioni

“Con la diffusione degli smartphone moderni, il tempo trascorso con gli amici di persona e l’attività sessuale sono diminuiti drasticamente, parallelamente all’aumento del consumo di pornografia, possibile sostituto del sesso con un partner”, hanno concluso.

Conferme su scala globale

Un altro studio, pubblicato a maggio dagli economisti dell’Università di Cincinnati Nathan Hudson e Hernan Moscoso Boedo, ha riscontrato tendenze simili su scala globale a partire dal 2007. Hanno analizzato i dati della Banca Mondiale relativi alla diffusione degli smartphone e ai tassi di fertilità adolescenziale in 128 paesi. Hanno scoperto che il calo dei tassi di natalità si è accelerato con la diffusione degli smartphone, un fenomeno riscontrato in Paesi con sistemi sanitari, di welfare, economici e culturali diversi.

Dubbi e critiche

Alcuni accademici rimangono scettici. Ad esempio, negli Stati Uniti le nascite tra le adolescenti sono in calo dai primi anni ’90, ben prima dell’avvento degli smartphone. Nessuno dei due studi esamina come i governi potrebbero utilizzare i risultati ottenuti.

Un problema globale

Sia i Paesi ricchi che quelli più poveri si trovano a dover affrontare il problema del calo dei tassi di natalità, che porta all’invecchiamento della popolazione e alla contrazione della forza lavoro. Secondo i CDC, i tassi di fertilità negli Stati Uniti sono ai minimi storici, mentre le principali economie asiatiche si trovano ad affrontare la prospettiva di un calo demografico nei prossimi anni.

Politiche e sfide future

Il governo cinese ha abbandonato la politica del figlio unico nel 2016, mentre Giappone e Corea del Sud hanno investito massicciamente in politiche a favore della natalità, con scarsi risultati. I Paesi più poveri, come quelli dell’Africa subsahariana, presentano ancora alti tassi di natalità, ma anche economie emergenti come India e Brasile registrano un rapido calo della fertilità.

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