venerdì, Agosto 28, 2026
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È stato scoperto il meccanismo che ‘etichetta’ i ricordi nel sonno

AGI – Nella biblioteca della nostra mente i libri non si catalogano da soli.

I ricercatori dell’Università di York hanno scoperto il meccanismo neurale che indica al cervello quali esperienze quotidiane conservare come ricordi a lungo termine durante il sonno.

Il meccanismo che ‘etichetta’ i ricordi

Nello studio, pubblicato sulla rivista PLOS Biology, i ricercatori hanno analizzato l’attività delle onde cerebrali mentre i partecipanti apprendevano nuove associazioni tra parole e immagini.

È già noto che, dopo l’apprendimento, il sonno svolge un ruolo centrale nel consolidare le nuove conoscenze e trasformarle in ricordi a lungo termine. I ricercatori hanno scoperto che durante questa fase della vita, il cervello ‘contrassegna’ determinati ricordi per elaborarli durante il sonno successivo.

L’importanza del ‘ritmo theta’

Questa ‘etichettatura’, collegata a uno specifico schema di onde cerebrali noto come ‘ritmo theta’, è presente durante l’apprendimento e permette al cervello addormentato di rafforzare solo ciò che è ritenuto importante ricordare.

L’intensità di questi ritmi theta forniva un segnale istruttivo per aiutare a organizzare l’attività cerebrale durante il sonno. Secondo gli scienziati, i ricordi con un ritmo theta particolarmente intenso durante l’apprendimento venivano rafforzati in modo preferenziale durante il sonno, portando in definitiva a una migliore rievocazione della memoria.

L’impatto della scoperta

Secondo gli studiosi, i risultati dimostrano che il cervello, durante l’apprendimento, dà priorità e rafforza le informazioni importanti utilizzando specifici segnali neurali che guidano i processi di consolidamento della memoria durante il sonno.

Determinare cosa il nostro cervello decide di rafforzare durante il sonno potrebbe aiutare a comprendere meglio perché alcuni individui sono vulnerabili a condizioni come la depressione. L’autore principale, il dottor Dan Denis, del Dipartimento di Psicologia dell’Università di York, ha dichiarato: “È risaputo da tempo che un buon sonno notturno è importante per l’elaborazione dei ricordi. Il modo in cui il cervello decide cosa è importante ricordare e cosa può essere dimenticato è ancora un mistero. Queste nuove scoperte contribuiscono a rispondere a questa domanda, svelando per la prima volta una specifica attività neurale che indica al cervello quali esperienze elaborare durante il sonno e trasformare in ricordi a lungo termine”.

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