martedì, Luglio 28, 2026
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Earth Overshoot Day, consumiamo quanto 1,73 pianeti Terra

AGI – Il prossimo 30 luglio scatterà l’Earth Overshoot Day 2026, secondo cui l’umanità avrà esaurito tutte le risorse naturali che la Terra è in grado di rigenerare in un anno. Da quella data scatterà il giorno simbolico in cui la domanda globale di risorse supera la capacità rigenerativa del pianeta. Secondo il WWF, oggi il nostro modello di sviluppo richiede l’equivalente di 1,73 Terre e determina un crescente debito ecologico nei confronti degli ecosistemi.

L’Earth Overshoot Day, calcolato ogni anno dal Global Footprint Network, misura il rapporto tra la domanda di risorse biologiche da parte dell’umanità e la biocapacità della Terra, ossia la capacità degli ecosistemi di rigenerare risorse e assorbire gli impatti delle attività umane.

La soluzione parte dalle città

Il deficit ecologico globale dura ormai da oltre cinquant’anni e ha raggiunto un accumulo equivalente a oltre venti anni della capacità rigenerativa del pianeta. Per il WWF Italia una parte decisiva delle soluzioni passa dalle città. Oggi oltre la metà della popolazione mondiale vive in aree urbane e, secondo le stime, entro il 2050 la quota arriverà a circa il 70%. Pur occupando soltanto il 3% della superficie terrestre, le città concentrano circa il 75% dei consumi energetici mondiali e sono responsabili di circa il 70% delle emissioni globali di gas serra legate alle attività umane, oltre a generare più dell’80% del prodotto interno lordo mondiale.

Secondo l’associazione ambientalista, ridurre l’impronta ecologica delle città significa intervenire contemporaneamente sulla mobilità sostenibile, sull’efficienza energetica degli edifici, sulla diffusione delle energie rinnovabili, sui sistemi alimentari, sull’economia circolare e sulla presenza di natura negli spazi urbani. Le aree urbane rappresentano infatti il luogo dove è possibile ottenere alcuni dei maggiori benefici ambientali e sociali attraverso politiche integrate

Come posticipare l’Earth Overshoot Day?

Le analisi del Global Footprint Network indicano che una rapida diffusione delle tecnologie già disponibili per accelerare la transizione energetica potrebbe posticipare l’Earth Overshoot Day di 29 giorni. Ulteriori cinque giorni potrebbero essere guadagnati estendendo sistemi di mobilità urbana sostenibile, mentre la riduzione dello spreco alimentare, una maggiore diffusione di diete prevalentemente vegetali e pratiche agricole più sostenibili potrebbero spostare la data di circa un mese. Anche il raddoppio della durata di utilizzo degli indumenti, attraverso riparazione, riuso e mercato dell’usato, consentirebbe di recuperare altri cinque giorni. Tra gli esempi citati figura il modello dei ‘superblock’ di Barcellona, dove una diversa organizzazione dello spazio urbano ha ridotto di oltre il 19% il traffico automobilistico, restituendo spazio alla mobilità sostenibile, al verde e alla socialità.

Per il WWF, aumentare la presenza della natura nelle città rappresenta un’altra leva fondamentale per affrontare contemporaneamente crisi climatica e perdita di biodiversità. Parchi progettati per favorire gli habitat naturali, alberature, tetti e pareti verdi, giardini e superfici permeabili contribuiscono infatti a ridurre l’effetto isola di calore, migliorare la qualità dell’aria, favorire gli impollinatori e aumentare la resilienza delle aree urbane agli eventi climatici estremi. Questi temi saranno al centro di Urban Nature 2026, l’iniziativa del WWF dedicata alla natura in città, in programma il 3 e 4 ottobre.

Secondo l’associazione, l’Earth Overshoot Day non rappresenta una scadenza inevitabile, ma il risultato delle scelte collettive su produzione, consumi e gestione delle risorse naturali, e può essere progressivamente posticipato attraverso politiche e comportamenti più sostenibili.

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