AGI – Ha raccontato 75 anni di storia della manifestazione nel suo ‘Dizionario del Festival di Sanremo’ (Coniglio Editore), opera di riferimento assoluto sulla kermesse, attraverso vite, carriere, successi e passi falsi degli interpreti e degli autori delle 2185 canzoni (finora) presentate in concorso: Eddy Anselmi commenta per l’AGI tutte le serate dell’edizione 2026 dell’evento musicale più celebre e seguito d’Italia in 5 voci.
Conduzione
Corroborati dalla crescita delle stime d’ascolto, Carlo Conti e Laura Pausini affrontano la serata più lunga del programma rilassati e senza tensioni, permettendosi di giocare a memoria, trovandosi, e ormai pedalando in surplace verso il traguardo sempre più vicino. Pausini apre facendo ciò che sa fare meglio, cantare, regalando energia fin dalla prima esibizione. Trasformare via Matteotti in un palco, però, comprime le possibilità scenografiche, e restituisce un sapore di festa di paese a un numero che poteva diventare addirittura memorabile.
Conferma
Aspettavamo TonyPitony, e TonyPitony è arrivato. Il misterioso siciliano con la maschera da Elvis, in duetto con Ditonellapiaga, eleva lo spettacolo a una dimensione superiore da quella da concerto del Primo Maggio provato una volta, quando va bene, che troppo spesso ha la serata delle cover. Per tre minuti Margherita Carducci diventa Lady Gaga e TonyPitony diventa Tony Bennett, alternando ‘The Lady Is a Tramp’ a ‘Baciami Piccina’, muovendosi con coreografie studiate e luci essenziali, e dimostrando una naturale padronanza dei fondamentali. Pubblico da casa e giurie delle radio e della stampa sono d’accordo, e consegnano loro il premio della serata per manifesta superiorità. Alla fine TonyPitony si permette un giochino goliardico mantenendo una promessa, appoggiando un diospero sul palco e dimenticandosi che il plurale è invariato: si dice “un cachi”.
Curiosità
La serata delle cover è priva di un tema, di un filo conduttore, di una narrazione. Se quando nacque, nel 2004, omaggiò prima la storia di Sanremo, poi la storia dell’Italia moderna, quindi la canzone d’autore, dall’era Conti II il tema è totalmente libero. Ieri c’erano trenta canzoni, solo quattro del repertorio del Festival: non tutte erano conosciutissime, non tutte preparate con la cura che un momento del genere richiederebbe. Di positivo c’è che per la prima volta sui servizi di streaming ci sono le canzoni e i duetti ascoltati ieri sera, che fino al 2025 furono in gran parte perduti come lacrime nella pioggia.
Ricordo
Ieri era l’anniversario della vittoria di ‘Il cuore è uno zingaro’ di Nicola di Bari e Nada (1971), di ‘Perdere l’amore’ di Massimo Ranieri (1988), di ‘Mistero’ di Enrico Ruggeri (1993) e di ‘Senza pietà’ di Anna Oxa (1999), oltre che il 33° anniversario della vittoria di Laura Pausini tra le Novità. Tullio De Piscopo ha cantato ‘Andamento lento’ con LDA e Aka 7even 38 anni dopo la sua esibizione. Stasera segnerà invece il 56° dall’affermazione di ‘Chi non lavora (non fa l’amore)’ di Adriano Celentano e Claudia Mori (1970) e il 28° dal bis di Annalisa Minetti con ‘Senza te o con te’ nel 1998.
Sorpresa
Quando è uscita la scaletta del Festival, tra i protagonisti della serata c’era un fantomatico “Mister X” la cui identità ha distratto per tutto il giorno gli addetti ai lavori. In sala stampa sono circolati i nomi di Adriano Celentano e Monica Bellucci: ci siamo poi ritrovati Alessandro Siani, e chiesti cosa giustificasse tanta suspence intorno al nome di un onesto mediano della comicità, già visto a Sanremo più volte, con un pubblico che lo apprezza e lo stima ma che ha fatto notizia a Sanremo solo quella volta che prese in giro per la taglia un ragazzino seduto in prima fila all’Ariston. La vera sorpresa è stato Gianni Morandi, non annunciato protagonista del duetto con il figlio Tredici Pietro, che era sfuggito per tutta una vita dal confronto col padre e ieri è caduto nella tentazione di farsi lanciare la volata da Gianni. La mossa ha pagato, e per la prima volta Pietro, tra i possibili outsider della vigilia e finora assente dai gruppetti di testa, è terminato in top ten. Attenzione però, stasera Gianni non ci sarà.
L’esperto Eddy Anselmi
Giornalista, storico della musica pop e autore televisivo, Eddy Anselmi è uno dei massimi esperti italiani del Festival di Sanremo e dell’Eurovision Song Contest. Ha esordito con ‘Festival di Sanremo – Almanacco illustrato della canzone italiana’ (Panini, 2009), poi aggiornato in ‘Il Festival di Sanremo – 70 anni di storie, canzoni, cantanti e serate’ (De Agostini, 2020). La prima edizione del suo ‘Dizionario del Festival di Sanremo’, opera di riferimento assoluto sulla storia della kermesse, è stata pubblicata nel 2009. Una nuova edizione aggiornata, che copre 75 anni di storia dal 1951 al 2025, è stata pubblicata da Coniglio Editore il 16 gennaio 2026. Tra i suoi altri titoli: ‘Rischiatutto – Storia, leggende e protagonisti del programma che ha cambiato la televisione’ (Rai ERI, 2016; con Pino Frisoli) e ‘Bianca, rosa e nera: cent’anni di storia d’Italia nella cronaca popolare, un riassunto per punti della memoria collettiva italiana’. Dal 2012 collabora con la RAI come autore e consulente per l’Eurovision, contribuendo a numerose edizioni fino a quella di Basilea 2025. Nel 2025 ha partecipato come esperto musicale al game show Don’t Forget the Lyrics – Stai sul pezzo! su Canale 9, accanto a Gabriele Corsi.



