giovedì, Giugno 11, 2026
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Elezioni presidenziali, São Tomé e Príncipe al voto il 19 luglio

AGI – La nazione più piccola dell’Africa per popolazione, São Tomé e Príncipe, si appresta a votare per l’ottava elezione presidenziale dall’introduzione del multipartitismo nel 1991. L’arcipelago di due isole nell’Oceano Atlantico, situato sull’Equatore a circa 250 chilometri dalla costa del Gabon, con 240mila abitanti, vanta una lunga tradizione di elezioni multipartitiche.

L’Azione democratica indipendente (Adi) e il Movimento di Liberazione di São Tomé e Príncipe – Partito Social-Democratico (Mlstp-Psd) sono storicamente i due principali partiti che hanno dominato le elezioni a São Tomé e Príncipe.

Il presidente e i candidati

Attualmente il presidente è Carlos Vila Nova dell’Adi, eletto nel 2021 con il 75% dei voti. Vila Nova è candidato alla propria rielezione, ma deve affrontare una spaccatura interna al partito. Intende candidarsi anche Nito Viegas d’Abreu, leader parlamentare dell’Adi, mentre per l’Mlstp si parla di una donna candidata, Elsa Pinto, già ministra della Giustizia e della Difesa.

Le altre candidature

Le candidature espresse includono Jorge Bom Jesus, ex leader Mlstp ma che concorre come indipendente, e Nino Monteiro, uomo d’affari, presidente della federazione calcistica, sostenuto dal Mci-Pum.

Clima politico e dichiarazioni

“Gli abitanti di São Tomé e Príncipe hanno perso la speranza non solo nei politici, ma anche nel Paese stesso, perché il modo in cui viene condotta la politica ha portato la gente alla disperazione. Questa candidatura si presenta come una nuova speranza per São Tomé e Príncipe. Proponiamo cambiamento, unità e speranza”, ha dichiarato Miguel Oliveira, responsabile della campagna elettorale di Monteiro.

Elettorato e trasparenza

Il numero di persone iscritte nelle liste elettorali ammonta a 142.296, in aumento rispetto al 2021, e comprende circa 20mila esponenti della diaspora. Secondo il Centro studi strategici per l’Africa, think-tank del Congresso statunitense, le elezioni a São Tomé e Príncipe sono generalmente considerate libere e corrette. La Commissione Elettorale Nazionale (Cen) opera in modo indipendente, con membri provenienti dall’Assemblea Nazionale. I media indipendenti possono seguire le elezioni e i candidati senza timore di ritorsioni, e São Tomé e Príncipe è regolarmente riconosciuta come uno degli ambienti più aperti per giornalisti e leader della società civile in Africa.

Sicurezza e posizione strategica

Data la posizione strategica di São Tomé e Príncipe nel Golfo di Guinea, in prossimità di preziose riserve di idrocarburi, delle rotte del traffico illecito tra l’America Latina e l’Europa, e soggetta a periodici attacchi di pirati, le forze di sicurezza di São Tomé e Príncipe, composte da 1.300 uomini, continuano a mantenere collaborazioni in materia di sicurezza con i vicini Stati costieri africani, l’Unione Europea, il Portogallo e gli Stati Uniti.

Cooperazione regionale

São Tomé e Príncipe è anche firmataria del Protocollo di Yaoundé, un’iniziativa di 25 Paesi dell’Africa occidentale e centrale volta a migliorare la cooperazione nella lotta al traffico illecito e alla pirateria nel Golfo di Guinea. All’interno dell’Area D (che comprende Camerun, Guinea Equatoriale e Gabon), la Russia conduce pattugliamenti congiunti con i Paesi limitrofi, sempre secondo quanto riportato dal Centro studi strategici per l’Africa.

Accordo con la Russia

L’approccio russo ha portato alla firma di un accordo di cooperazione militare nel 2024, che prevede addestramento, fornitura di armi, logistica ed esercitazioni congiunte in cambio di visite della Marina e dell’Aeronautica russa. La Russia si è inoltre offerta di assistere São Tomé e Príncipe nel monitoraggio dei suoi 160mila chilometri quadrati di acque territoriali.

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