AGI – Eni nel quarto trimestre dell’anno ha realizzato un utile netto adjusted pari a 1,20 miliardi di euro, in aumento del 35% sull’anno precedente mentre nell’intero 2025 è stato di 4,989 miliardi (-5%). Lo rende noto Eni in un comunicato. I risultati consolidati del IV trimestre 2025 “dimostrano la resilienza del modello di business di Eni, sostenuto dalla crescita profittevole della produzione oil&gas, dalla diversificazione del portafoglio e dalla rigorosa disciplina nei costi e negli investimenti”, prosegue la nota.
L’ebit proforma adjusted di gruppo del quarto trimestre 2025 è stato di 2,87 mld di euro, superiore al 2024 nonostante il calo del petrolio (- 15%) e l’apprezzamento del 9% dell’euro verso il dollaro, grazie alla crescita dei volumi e all’efficienza. L‘utile netto adjusted di 1,2 mld (+35% vs periodo di confronto) ha beneficiato di un tax rate del 37% (circa 44% su base annua).
Nell’E&P, l’ebit proforma adjusted è stato pari a 2,80 mld di euro (in aumento rispetto al trimestre di confronto) sostenuto dalla crescita produttiva e dalle iniziative di efficienza che hanno compensato i minori prezzi di realizzo del petrolio e l’effetto cambio. Nel Ggp e Power l’ebit proforma adjusted è stato di 0,19 mld, in linea con la guidance, grazie al miglioramento dei margini derivante dall’ottimizzazione del portafoglio gas e Gnl e dall’asset-backed trading in un contesto di mercato debole.
L’ebit proforma adjusted di Enilive di 0,18 mld euro (ebitda proforma adjusted pari a 0,26 mld), più che triplicando il quarto trimestre ’24, grazie alla ripresa dei margini dei biocarburanti. L’ebit proforma adjusted di Plenitude si è attestato a 0,10 mld di euro (0,23 mld di ebitda proforma adjusted), in crescita rispetto allo stesso trimestre del ’24. Il Refining è tornata in utile (vs. la perdita nel trimestre di confronto) per effetto dei migliorati margini dei prodotti. La Chimica ha registrato una perdita di 0,2 mld nel quadro della prolungata recessione dell’industria europea, nonostante i benefici della ristrutturazione in corso.
Il flusso di cassa adjusted prima del capitale circolante è stato di 3,01 mld, finanziando investimenti lordi di 2,62 mld. Le operazioni di portafoglio del trimestre (1,73 mld di incassi netti) hanno riguardato l’investimento da parte di Ares in Plenitude e quello di GIP nel business della Ccs. I ritorni di cassa agli azionisti di 1,4 mld di euro, includono la seconda tranche del dividendo 2025 (0,77 mld) e il riacquisto di azioni proprie (0,67 mld). Le iniziative di cassa relative principalmente all’ottimizzazione del circolante hanno contribuito con 4 mld nell’intero esercizio assorbendo gli effetti dello scenario.
L’indebitamento finanziario netto sceso a 9,4 mld di euro, in flessione rispetto a settembre 2025, determina un rapporto di gearing contabile del 15%, ovvero 14% su base proforma considerando gli incassi delle operazioni in via di finalizzazione.
Descalzi: “Grazie alla nostra strategia risultati solidi”
“Nel 2025 abbiamo ottenuto risultati strutturalmente solidi in termini industriali ed economico-finanziari, grazie all’esecuzione della nostra strategia, costruita nell’arco degli ultimi anni. Abbiamo realizzato progetti rilevanti nel rispetto dei tempi e dei costi previsti, riducendo il nostro livello di indebitamento e aumentando la distribuzione per gli azionisti”. Cos’ l’ad di Eni, Claudio Descalzi, ha commentato i risultati dell’esercizio 2025.
“I risultati di Exploration & Production sono stati eccellenti, trainati dalla crescita della produzione e dal contenimento dei costi”, ha proseguito Descalzi. “La produzione annua ha superato la guidance, registrando una crescita underlying del 4%, sostenuta dall’avvio di sei progetti rilevanti. Inoltre, abbiamo rafforzato il profilo di produzione di medio termine grazie a quattro importanti decisioni finali di investimento. Stiamo finalizzando la nostra business combination con Petronas focalizzata sul mercato GNL in Indonesia e Malesia. I nostri business della transizione, Enilive e Plenitude, hanno generato crescita e valore rilevanti, contribuendo a diversificare ulteriormente e consolidare i risultati del Gruppo”.
“In un mercato sfidante per rinnovabili e prodotti low carbon”, ha aggiunto l’ad di Eni, “questi business hanno beneficiato della resilienza dei nostri modelli integrati, ottenendo una valorizzazione complessiva da parte degli investitori di private equity di oltre 23 mld di euro in termini di enterprise value. Questi progressi nell’esecuzione della nostra strategia si sono tradotti in risultati finanziari significativi: il flusso di cassa operativo del 2025 ha raggiunto 12,5 mld euro, battendo la previsione di piano rivista per tenere conto del peggioramento dello scenario, e il rapporto di indebitamento su base proforma si è attestato al 14%. Allo stesso tempo, abbiamo incrementato la distribuzione degli azionisti, aumentando del 20% il valore del nostro programma di buyback. Nonostante un contesto volatile, nel 2025 Eni ha dimostrato di saper combinare crescita delle produzioni, riduzione degli investimenti, riduzione del debito ed aumento della remunerazione”.



