AGI – Sono 18 i Paesi che hanno fatto ricorso al Meccanismo europeo di protezione civile per il rientro dei propri cittadini dalle zone coinvolte nelle nuove tensioni esplose dopo l’attacco all’Iran. L’ultimo ad aggiungersi alla lista è il Portogallo, che già oggi prevede il rimpatrio di alcuni suoi connazionali.
Si tratta di un numero imprecisato di cittadini europei bloccati negli Emirati Arabi Uniti, Qatar, Oman, Bahrein, Kuwait e Arabia Saudita, anche a causa della cancellazione di centinaia di voli di linea. Per la Farnesina, sono circa 50 mila gli italiani da riportare a casa, tra turisti e residenti.
In questo contesto, il coordinamento tra gli Stati è fondamentale per garantire un rientro sicuro agli europei in attesa di un volo. Dall’inizio della crisi sono stati attivati sei voli, che hanno già riportato a casa 1.000 cittadini. La Commissione europea svolge un ruolo centrale nel coordinamento con gli Stati membri e le autorità consolari, oltre a contribuire alla copertura dei costi.
“La priorità è assistere gli Stati membri, proteggere i cittadini dell’UE bloccati nella regione e riportarli in sicurezza a casa, in Europa”, affermano le istituzioni europee. I dettagli operativi — orari dei voli e destinazioni — restano riservati per motivi di sicurezza, precisa la Commissione. Proprio ieri uno dei voli diretti in Francia è stato costretto a rientrare a causa del lancio di missili nella zona degli Emirati Arabi Uniti. Le operazioni, in un contesto di guerra aerea, restano tutt’altro che semplici.
Chi ha fatto domanda
A quanto apprende l’AGI da fonti europee i paesi che attualmente hanno attivato il meccanismo europeo sono: Italia, Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Cechia, Francia, Lussemburgo, Romania, Slovacchia, Slovenia, Paesi Bassi, Lettonia, Lituania, Portogallo, Malta, Polonia ed Estonia.
Come funziona
Il Centro di coordinamento della risposta alle emergenze (ERCC) gestisce logisticamente i voli messi a disposizione dagli Stati membri e ne copre parte dei costi. I voli che offrono posti ai cittadini di altri Stati membri sono ammissibili al cofinanziamento UE: fino al 75% dei costi può essere rimborsato se almeno il 30% dei posti disponibili è riservato a cittadini di altri Paesi dell’Unione.
La Commissione può inoltre prenotare voli tramite il meccanismo rescEU quando nessuno Stato membro è in grado di assistere un Paese che chiede supporto per evacuare i propri cittadini. In questo caso, Bruxelles può coprire il 100% dei costi.
I voli possono essere militari, governativi o commerciali, “a seconda di ciò che lo Stato membro mette a disposizione del programma di solidarietà”, spiegano da Palazzo Berlaymont, che si occupa anche delle liste passeggeri, della logistica e dei dettagli operativi.
“Nessun europeo è mai solo in una crisi”
“Nessun europeo è mai solo in una crisi. La loro sicurezza viene sempre prima di tutto. Fin dal primo giorno ci siamo mobilitati pienamente per riportare a casa le centinaia di migliaia di europei bloccati in Medio Oriente attraverso il nostro Meccanismo di protezione civile dell’UE. L’UE è al fianco dei suoi cittadini e non risparmierà alcuno sforzo per riportarli a casa sani e salvi”, ha dichiarato la Commissaria per l’Uguaglianza, la Preparazione e la Gestione delle crisi, Hadja Lahbib.



