lunedì, Agosto 10, 2026
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Europei di atletica, nuovo infortunio per Furlani. Azzurri al via con il lutto sulla magli…

AGI – Infortunio per Mattia Furlani nel corso delle qualificazioni del salto in lungo ai Campionati europei di atletica apertisi oggi a Birmingham. L’azzurro, dopo il primo salto a 7,73 metri, ha accusato un problema fisico.

L’infortunio di Furlani a maggio

A maggio, in occasione della tappa di Diamond League in Cina, aveva riportato la lesione al bicipite femorale destro che lo aveva tenuto lontano dalle competizioni per diverse settimane. Furlani, campione del mondo in carica di salto in lungo, è uscito in sedia a rotelle dall’Alexander Stadium della città britannica. Si teme un infortunio conseguente a quello del maggio scorso accaduto a Xiamen. Subito dopo essere uscito dalla buca della sabbia, Mattia si è toccato proprio il bicipite destro. 

Azzurri al via con il lutto sulla maglia per Berruti

La Nazionale italiana è in gara con un segno di lutto sulla maglia in ricordo di Livio Berruti, campione olimpico dei 200 metri a Roma ’60, scomparso domenica. 

Tortu: “Grazie a Berruti mi sono innamorato dei Giochi”

“Livio resterà il mio mito e grazie a lui mi sono innamorato dell’atletica e delle Olimpiadi. Da bambino avevo visto la sua gara delle Olimpiadi di Roma ’60, la sua corsa mi aveva stregato. Ci eravamo conosciuti nel 2016”. Lo dice all’AGI Filippo Tortu, primo italiano ad essere sceso sotto i 10 secondi nei 100 metri (9″99 nel 2018). Berruti il 3 settembre del 1960, allo stadio Olimpico di Roma, era stato il primo non nordamericano ad aver vinto i 200 metri alle Olimpiadi. “L’avevo conosciuto nel 2016 in occasione di un evento a Torino – ricorda Tortu, assente agli Europei di Birmingham per il riacutizzarsi di un infortunio -. Ci vedevamo un paio di volte l’anno per pranzo, ci telefonavamo, ci scrivevamo, di lui ho un gran bel ricordo. L’ultima volta che l’ho sentito – aggiunge – è stato il 19 maggio per il suo compleanno. Dopo averlo conosciuto, Livio è stato molto di più di quei 200 metri, seppur 200 metri storici, è stato uomo dall’umorismo sottile, sempre allegro, piacevole, innamorato della vita. Lui – conclude – diceva sempre che la differenza tra noi due era una sola, lui aveva studiato al liceo classico e io al liceo scientifico”.

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