AGI – Francesco Renga sorseggia vino rosso seduto sui bordi della poltrona di casa. Poi confessa: “Questo lo chiamerei il Sanremo della consapevolezza. La mia epifania”. Il cantautore approda sul palco dell’Ariston per l’undicesima volta. Con una ballata, “Il meglio di me” manifesto di una “svolta emotiva”. Basta fughe da sé stessi, confessa Renga parlando ai giornalisti nella sua villa a Brescia.
Renga, “il peggio di me lascialo in macchina”
“Viviamo in un tempo in cui gli uomini rischiamo di nascondere le paure e le loro parti fragili per paura di crollare. È proprio guardando quel peggio che si può cambiare davvero. ‘Il peggio di me lascialo in macchina’, un verso della canzone, è la dichiarazione di chi sceglie di non far pesare sugli altri ciò che prima di tutto deve affrontare da solo. Questa è la storia della canzone e forse anche un nuovo modo di essere uomini”.
Il senso di abbandono e la fuga
Nel testo sono molti i riferimenti autobiografici. “Ho cominciato a scappare quando avevo 17 anni con la scomparsa di mia madre. L’ho vissuto come un abbandono e anche il mio rapporto con le donne è sempre stato minato da questa assenza. Sono sempre scappato, forse l’ho fatto anche nel rapporto con Ambra, la mamma dei miei figli. Fortunatamente abbiamo recuperato tantissimo del male che ci siamo fatti”, racconta Renga.
Il rifugio con i Timoria
Ma la prima ‘grande’ fuga è stata l’avventura con i Timoria. “Dopo la morte di mia mamma vivevo da solo nella casa di famiglia a Brescia. In quegli anni non ho ricordi né di mio padre, né di mio fratello maggiore e né della mia sorella gemella. Provavo rabbia per la mia famiglia che sentivo come disgregata. I Timoria erano la mia famiglia, il mio rifugio. Stavo sempre con loro, giorno e notte. Ora capisco che stavo scappando dal peggio di me”. Una reunion dei Timoria? “È sempre più difficile ogni anno che passa”, ammette l’ex frontman del gruppo rock alternativo.
Una ‘rivoluzione’ canora
Per Francesco Renga, il Sanremo 2026 sarà anche una piccola rivoluzione canora. “È una canzone moderna. Ho dovuto asciugare il mio modo di cantare. E mi sono confrontato anche con le donne della mia vita, prima di tutto con mia figlia. Non volevo sbagliare”.
Il brano in gara a Sanremo
E il palco dell’Ariston sarà il banco di prova. “Il meglio di me” rappresenta “una fotografia sincera” di momento significativo nella vita artistica e personale di Francesco Renga. Il brano nasce come un’intima riflessione sul percorso di crescita personale, in cui l’artista si confronta con le proprie fragilità e paure per imparare a gestirle senza trasferirle sugli altri. È uno sguardo profondo dentro sé stesso, un passo verso il cambiamento e verso la capacità di offrire il meglio di sé nelle relazioni con gli altri e nella vita.
Il duetto con Giusy Ferreri
Nella serata cover Renga duetterà con Giusy Ferreri sulle note di “Ragazzo solo, ragazza sola”, versione di “Space Oddity” cantata in italiano da David Bowie, con un testo riscritto da Mogol.
Un omaggio al Duca Bianco nel decennale della scomparsa e anche al paroliere della musica italiana che in estate farà 90 anni. “La mia voce e quella di Giusy insieme sono incredibili. Io parto dalla vocalità, dalla voce dell’artista“, spiega.
Il tour Live Teatri 2026
L’Epifania e Sanremo e un nuovo tour già all’orizzonte. Con “LIVE TEATRI 2026”, il prossimo autunno, Renga porterà i suoi brani più famosi nei principali teatri italiani.



