AGI – “Quasi 2.400 persone sono state fermate” nel corso dei cortei di protesta contro il carovita in diverse città della Francia, da Parigi a Lione, da Lille a Marsiglia, caratterizzate da scontri, incendi e saccheggi. “E quasi 1000 tra poliziotti, gendarmi e vigili del fuoco sono rimasti feriti in queste scene di violenza”. Lo ha reso noto il ministro dell’Interno, Laurent Nunez. In un post sui social, il ministro ha dichiarato: “Già da oggi sono in corso indagini per identificare gli autori di questi atti affinchè ne rispondano davanti alla giustizia. I danni materiali sono considerevoli, in particolare per diverse centinaia di commercianti”, ha aggiunto il ministro, assicurando che la “Repubblica non cederà a coloro che vogliono imporre il disordine e la violenza”.
Nello specifico, durante la mobilitazione di sabato 17 ottobre, sono stati 997 gli appartenenti alle forze dell’ordine rimasti feriti, sette dei quali gravemente. I fermi effettuati sono stati 2.397. Alle manifestazioni hanno partecipato complessivamente 550mila persone, di cui 110mila a Parigi.
Lunedì Nunez si recherà a Marsiglia, dove sabato “sono stati commessi atti di violenza da diverse migliaia di individui dell’estrema sinistra”, ai quali si sono poi “uniti dei delinquenti che hanno saccheggiato e devastato numerosi esercizi commerciali”. Nelle strade di Marsiglia, ha fatto sapere la prefettura di polizia delle Bouches-du-Rhone- alla fine sabato sono stati contati oltre 30mila saccheggiatori e 8mila rivoltosi: 99 le persone poste in stato di fermo per fatti direttamente legati ai disordini e di 118 feriti tra le forze dell’ordine.
Macron, “massima fermezza”
Possibili divieti di raduno per proteggere città e negozi, fermezza contro i responsabili delle violenze e un confronto con giovani e parti sociali per rispondere alle rivendicazioni sul carovita e sul futuro degli studenti. E’ la linea annunciata dal presidente francese Emmanuel Macron in un discorso alla nazione dopo le devastazioni durante la mobilitazione di ieri, mentre a Parigi sono ancora in corso nuovi scontri.
“Saremo intransigenti. L’ascolto e il dialogo non significano ne’ debolezza ne’ impunità”, ha avvertito, annunciando inoltre che lunedì 19 ottobre si recherà nei Paesi del Golfo per mettere in sicurezza gli approvvigionamenti energetici della Francia. “Guardando queste immagini, ci siamo tutti chiesti: che cosa hanno in testa? Come possono dei francesi fare questo alla Francia?”, ha esordito Macron, citando l’incendio del municipio di Limoges e dell’ufficio del turismo di Lione, l’irruzione nel municipio di Marsiglia e l’attacco alla residenza del prefetto a Bordeaux. “Nulla lo giustifica. Nulla lo spiega. Nulla lo scusa”, ha scandito. “Questa sera proviamo tutti rabbia e vergogna. Vedere le strade delle nostre città devastate in questo modo è insopportabile”.
Il capo dell’Eliseo – che ha parlato per otto minuti – ha espresso il sostegno della nazione alle forze dell’ordine, ai feriti e alle loro famiglie, ai sindaci e agli amministratori locali, oltre che ai commercianti, agli artigiani e agli operatori economici colpiti. “Alcuni hanno difeso da soli i propri negozi e le proprie vetrine di fronte ai delinquenti. Voglio dire loro che non saranno lasciati soli”, ha assicurato.
Lunedì il primo ministro presiederà un’unità di crisi per mobilitare gli aiuti nel più breve tempo possibile. Macron ha riconosciuto che le forze dell’ordine, nonostante la loro professionalità, hanno subito “una violenza inaudita” in numerose città. Ha quindi chiesto al governo di trarre tutte le lezioni sul piano dell’intelligence e della prevenzione per impedire che simili episodi si ripetano. “Mi aspetto risposte chiare e sarà fatta piena trasparenza. E’ quello che ho chiesto al ministro dell’Interno”, ha dichiarato.
Sul fronte giudiziario, il capo dello Stato ha chiesto indagini rapide e un seguito “esemplare”, riferendo che il ministro della Giustizia ha sollecitato la massima fermezza ai procuratori. “Chi ha distrutto deve pagare, chi ha saccheggiato deve rimborsare, chi ha cercato di abbattere la Repubblica dovrà risponderne”, ha affermato.
Macron ha però distinto i responsabili delle devastazioni dalle centinaia di migliaia di cittadini scesi in piazza con “rivendicazioni legittime”. “Non dobbiamo mai confonderli con coloro che hanno distrutto, devastato e saccheggiato”, ha sottolineato, riconoscendo le preoccupazioni per il costo della vita e il prezzo dei carburanti. Ha ricondotto i rincari alle conseguenze del conflitto nel Golfo Persico, “al quale la Francia non ha preso parte. Comprendo perfettamente la loro preoccupazione”, ha assicurato il presidente francese, ricordando le iniziative internazionali intraprese per garantire le forniture di carburante e gas e intervenire sui mercati energetici.
“Proseguirò queste azioni da domani mattina, recandomi nei Paesi del Golfo per mettere in sicurezza i nostri approvvigionamenti”, ha annunciato. Il governo, ha aggiunto, ha adottato decisioni con i distributori di carburante affinché gli sforzi si traducano concretamente sui prezzi. Macron ha poi riconosciuto “l’angoscia profonda” espressa da settimane dai giovani nei licei e nelle università: un’inquietudine per il futuro, le condizioni di vita e di studio e la possibilita’ di trovare il proprio posto nella società. “La loro voce deve essere ascoltata senza pregiudizi e senza minimizzare le difficoltà”, ha detto, ricordando che la piattaforma avviata dal ministro dell’Istruzione ha raccolto oltre 100mila contributi, che si aggiungono agli incontri nei distretti scolastici e nei licei.
“La nostra responsabilità è duplice: ascoltare la rabbia e agire sulle sue cause, e far rispettare con fermezza l’ordine repubblicano”, ha sintetizzato. “Non dobbiamo ne’ confondere le rivendicazioni legittime con le violenze, ne’ lasciare che le violenze impediscano a queste rivendicazioni di essere ascoltate”.
Macron ha quindi delineato tre direttrici. La prima riguarda la sicurezza: i prefetti, in raccordo con i sindaci, adotteranno le decisioni necessarie a proteggere città, edifici pubblici e attività commerciali, “arrivando, quando necessario, a vietare determinati raduni”.
La seconda è un appello a tutti i partiti, alle organizzazioni professionali e sindacali a condannare “senza ambiguità” ogni violenza e a invitare alla calma. Il primo ministro li riunirà nei prossimi giorni per ottenere “posizioni chiare e pubbliche”. “Il Paese ha bisogno di ordine e pacificazione, non di un’escalation”, ha insistito.
La terza prevede un confronto, già da questa settimana, tra governo, studenti, insegnanti, rappresentanti delle organizzazioni imprenditoriali e sindacali, enti territoriali e parlamentari, per elaborare proposte concrete. “Non possiamo chiedere ai nostri giovani di credere nel futuro senza dare loro la possibilità di costruire le risposte e di sedersi al tavolo”, ha spiegato.
Infine, Macron ha richiamato l’appuntamento con le presidenziali tra sei mesi. “Tutti coloro che oggi vi spiegano che l’urgenza è scendere in strada, manifestare, creare disordine hanno un solo obiettivo: danneggiare la Repubblica e sottrarre il dibattito”, ha affermato. Il confronto sulle scelte future, ha aggiunto, deve svolgersi nelle riunioni pubbliche, nei partiti, sui giornali, in televisione e nei raduni pacifici, “mai nel disordine e nelle devastazioni”. “Sì al dialogo, sì a risposte concrete a breve termine e alla preparazione delle decisioni future. Ma sempre no alla violenza, qualunque essa sia”, ha concluso. “Abbiamo bisogno di unita’, calma e rispetto”.
Un manifestante morto d’infarto
BfmTv, citando fonti della polizia, oggi ha reso noto che un manifestante sceso in strada ieri a Parigi è morto per arresto cardiaco. La persona, di cui si ignorano sesso ed età, è svenuta mentre sfilava su Boulevard Magenta. Trasportata d’urgenza all’ospedale Chateau d’Eau, non ce l’ha fatta.
Una 17enne ha perso un occhio
Una ragazza di 17 anni ha perso un occhio dopo essere rimasta ferita a margine della giornata di mobilitazione contro il carovita a Mulhouse. La procura ha affidato alla delegazione di Metz dell’Ispettorato generale della polizia nazionale (Igpn) un’indagine in flagranza per “violenze aggravate”. Secondo i primi accertamenti, la vittima è “una giovane di 17 anni, nata a Mulhouse”, ha precisato in un comunicato il procuratore Nicolas Heitz. “Purtroppo, nonostante l’intervento chirurgico eseguito d’urgenza, la perdita dell’occhio sinistro è definitiva”, ha aggiunto.
Tentato assalto a un negozio Lacoste a Lione
Una cinquantina di giovani, perlopiù incappucciati, ha tentato di infrangere la vetrina di un negozio Lacoste a Lione, prima di essere dispersa dalla polizia con il lancio di lacrimogeni. Il gruppo era partito da place Bellecour dirigendosi verso una strada commerciale. Alcuni giovani hanno divelto un cartello segnaletico e ne hanno utilizzato il sostegno in ferro per cercare di rompere la vetrina, incoraggiati dalle grida di altri ragazzi, alcuni molto giovani. Gli agenti, che sorvegliavano la zona a poca distanza, sono intervenuti rapidamente con i lacrimogeni, mettendo in fuga il gruppo. Tre persone sono state fermate, una delle quali è stata poi rilasciata, secondo quanto constatato dall’Afp.
Nuovi assalti a Parigi
Nuovi saccheggi e scontri tra diverse centinaia di persone e le forze dell’ordine nella zona di place de la République, a Parigi. Secondo immagini televisive, i saccheggi hanno preso di mira in particolare un negozio di abbigliamento. La Crs8, unità specializzata nel contrasto alle violenze urbane, è stata dispiegata nella capitale francese per il secondo giorno consecutivo. La prefettura di polizia ha confermato che l’unità è “impegnata in place de la République”, dove sono in corso forti tensioni.



