AGI – Il caso Garlasco si avvicina a uno degli snodi centrali che coinciderà con la richiesta – da parte dei pm – del processo per Sempio. I legali della famiglia Poggi non presenteranno memorie e contro-consulenze alla Procura di Pavia in risposta agli ultimi approfondimenti d’indagine dei magistrati che accusano Andrea Sempio dell’omicidio di Chiara Poggi. Lo riferisce all’AGI l’avvocato Gian Luigi Tizzoni che assiste i genitori e il fratello della vittima assieme al collega Francesco Compagna.
Gli stessi difensori avevano già fatto sapere che non si sarebbero costituiti parti civili in vista di una ormai certa udienza preliminare a carico di Sempio. Le parti hanno tempo fino al 18 ottobre per depositare le ‘repliche’ ai pm convinti della colpevolezza dell’amico di Marco Poggi.
Garlasco, il cerchio rosso sulla data del 18 ottobre
La richiesta di rinvio a giudizio da parte del pool guidato dal procuratore Fabio Napoleone non dovrebbe tardare molto rispetto a questa data, poi si entrerà nel momento clou che presenta molti interrogativi tecnici da chiarire dal momento che non è pensabile e nemmeno contemplato dal nostro ordinamento che ci siano due colpevoli per uno stesso omicidio non in concorso tra loro.
L’istanza per la revisione della condanna per Stasi
Fino a che punto ci si può spingere verso questo possibile orizzonte? E’ probabile che il giudice per l’udienza preliminare di Pavia sospenda l’udienza in attesa che si chiariscano le prospettive, a cominciare dall’avvio di un iter per la revisione della condanna a 16 anni per Stasi.
La procuratrice generale Francesca Nanni e l’Avvocata Generale Lucilla Tontodonati stanno studiando con attenzione il fascicolo e riflettendo sull’opportunità di un’istanza di revisione della quale dovrebbe occuparsi la Corte d’Appello di Brescia. Difficile che la decisione arrivi a breve, anzi i tempi sembrano piuttosto lunghi.
La difesa di Sempio e l’impronta 33
Quanto alla difesa di Sempio, l’unica ‘risposta’ alle ultime mosse della Procura potrebbe riguardare l’impronta 33 di una mano destra lasciata sul muro della villetta di via Pascoli. Per gli inquirenti è attribuibile a Sempio, per il dattiloscopista Luigi Bisogno, incaricato dai legali Liborio Cataliotti e Angela Taccia, non è invece riconducibile all’indagato. Bisogno ha spiegato in un’intervista alla ‘Provincia Pavese’ nei giorni scorsi che su questa orma andrebbe svolta una perizia super partes.
Le ultime relazioni della Procura
Il team di Sempio sta studiando le ultime relazioni della Procura tra cui quella firmata dall’antropologa forense Cristina Cattaneo e da Biagio Eugenio Leone, in cui si sostiene che “l’intervallo fra le prime lesioni e la morte” di Chiara “è più verosimilmente definibile nell’ordine di alcune decine di minuti, prudentemente non inferiore a circa 15-30 minuti e plausibilmente compreso fra 30 e 60 minuti, pur non essendo scientificamente definibile con maggiore precisione”.
Probabile anche una replica allo studio di Gianpaolo Iuliano e Nicola Caprioli secondo i quali le dimensioni di una scarpa modello Frau taglia 42 risultano compatibili con le misure del piede di Sempio.



