sabato, Novembre 29, 2025
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Greta Thunberg a Roma guida il corteo Pro Pal

AGI – Greta Thunberg è arrivata al corteo di Roma per protestare per la Palestina e contro la finanziaria del governo Meloni. L’attivista svedese è salita sul carro di testa insieme all’attivista brasiliano Thiago Avila. Il corteo, che vede già la partecipazione di decine di migliaia di persone, è partito sulle note di una canzone inedita realizzata per questa giornata da Roger Waters.

Il corteo scorre per le vie di Roma, con cori contro i giornalisti (“Giornalista terrorista“) e contro la premier (“Meloni dimissioni, finanziaria scritta dai sionisti”). Il serpentone marcia con in testa nel cordone iniziale Francesca Albanese, Thiago Avila e Greta Thunberg. L’attivista svedese riprende divertita fotografi e video operatori accalcati per immortalarla.

Greta a “Rebuild Justice”

Prima di unirsi al corteo, Greta Thunberg ha partecipato all’evento in occasione della Giornata internazionale di solidarietà con il popolo palestinese “Rebuild Justice”. E nel suo intervento ha parlato anche della recente esperienza a bordo di un’imbarcazione della Global Sumud Flotilla. “La Global Sumud rappresenta la prova concreta del fallimento di un sistema costruito sullo sfruttamento e sulla deumanizzazione“, ha affermato l’attivista. “È un sistema che mette alcune vite sopra le altre, che continua a trarre profitto dalla violenza e dal colonialismo – ha denunciato l’attivista svedese – E oggi perfino le istituzioni più prudenti riconoscono ciò che i palestinesi dicono da sempre: a Gaza è in corso un genocidio“.

 

Gli obblighi degli stati e l’azione necessaria

Thunberg ha ricordato che gli Stati hanno obblighi precisi: “Quando c’è un genocidio bisogna fermare i trasferimenti di armi, interrompere ogni complicità finanziaria e militare e lavorare per porre fine alle violenze. Ma tutto questo non è accaduto. Per questo abbiamo scelto di agire”. Greta ha sottolineato che la propria mobilitazione è tutt’altro che eroica: “Non c’è nulla di eroico in quello che facciamo. È semplicemente il minimo. La Palestina rende evidente come questo sistema oppressivo funzioni, come sfrutti le persone e la natura costruendo narrazioni che servono solo a mantenere qualcuno al potere”.

 

 

L’appello all’unità globale e la missione umanitaria

Sul piano umanitario, Thunberg ha ribadito che l’urgenza resta massima: “Ciò che i palestinesi vivono nessun essere umano dovrebbe viverlo. Eppure, dal loro esempio arriva un appello all’unità globale che non possiamo ignorare”. “La nostra è stata una missione umanitaria, ma prima di tutto è un’azione politica – ha ribadito – Abbiamo tentato ancora una volta di rompere l’assedio imposto a Gaza, perché quando smettiamo di provarci perdiamo la nostra umanità”.

 

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