domenica, Giugno 16, 2024
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Il 77% dei cittadini europei è favorevole a una politica di difesa comune

AGI – Quasi otto europei su dieci (77%) sono favorevoli a una politica di sicurezza e di difesa comune per i Paesi che fanno parte dell’Ue, mentre poco più di sette su dieci (71%) concordano sul fatto che Bruxelles dovrebbe rafforzare la propria capacità di produrre attrezzature militari e investire nell’industria della difesa.

Questi sono i risultati dell’ultimo Eurobarometro pubblicato oggi dalla Commissione europea a due settimane dalle Elezioni, con quasi tre quarti degli intervistati (74%) che dichiarano di sentirsi cittadini europei, il livello più alto in oltre due decenni. “È un dato molto, molto incoraggiante“, ha sottolineato oggi il vicepresidente dell’UE Margaritis Schinas durante una conferenza al Forum europeo di Bruxelles.

 

 

 

 

Il sondaggio mostra anche che il 69% è favorevole a una politica estera comune degli Stati membri. Per il 34% degli europei, la sicurezza e la difesa sono il settore prioritario per l’azione dell’Ue a medio termine, seguite da clima e ambiente (30%). La salute è al terzo posto con il 26% e l’economia e la migrazione al quarto (entrambi al 25%). Allo stesso tempo, quasi la metà (46%) dei cittadini ritiene che garantire la pace e la stabilità avrà il maggiore impatto positivo sulla loro vita, seguito dalla sicurezza delle forniture alimentari, sanitarie e industriali nell’UE (28%), dalla creazione di maggiori opportunità di lavoro e dalla gestione dei flussi migratori (26%).

Il sostegno all’Ucraina

A più di due anni dal lancio dell’attuale massiccia invasione militare da parte della Russia, quasi nove su dieci (87%) concordano sul fatto che l’Ue debba fornire sostegno umanitario a coloro che soffrono per gli effetti della guerra e più di otto su dieci (83%) sono d’accordo nell’accogliere in territorio europeo le persone in fuga dalla guerra. Il 72% dei cittadini è favorevole alle sanzioni economiche contro il governo, le aziende e i singoli individui russi mentre il 70% è d’accordo nel fornire sostegno finanziario a Kiev.

 

 

Il 60% approva che le autorità di Bruxelles concedano all’Ucraina lo status di Paese candidato e che finanzino l’acquisto e la fornitura di equipaggiamento militare in supporto all’esercito guidato dal governo di Zelensky. Tra le crisi più recenti, è l’invasione russa dell’Ucraina ad aver influenzato maggiormente il modo in cui i cittadini europei guardano al futuro (42%), seguita dalla pandemia e da altre crisi sanitarie (34%), nonché dalla crisi economica e finanziaria (23%). Su un elenco di 15 problemi che l’UE deve affrontare, la guerra in Ucraina è identificata come uno dei due problemi più importanti dal 35% degli intervistati, sette punti percentuali in più rispetto al novembre dello scorso anno. Seguono l’immigrazione (24%), la situazione internazionale (22%) e l’inflazione (19%).

Come va l’economia

La percezione dello stato dell’economia europea è migliorata dall’autunno 2023, con il 47% degli intervistati che ora valuta la situazione come “buona”, il livello più alto dal 2019. Il 45% degli intervistati ritiene che la situazione economica europea rimarrà stabile nei prossimi dodici mesi. Questa tendenza positiva si riflette anche nel sostegno costantemente elevato all’euro, sia nell’UE nel suo complesso (70%) che nell’area dell’euro (78%). Più di sei cittadini europei su dieci (62%) sono inoltre ottimisti sul futuro dell’UE, con un leggero aumento rispetto al precedente sondaggio dell’autunno 2023. Anche la fiducia nelle istituzioni europee è aumentata e si attesta ora al 49%, mentre quella nei governi nazionali è ferma al 33%. Infine, quasi sei persone su dieci sono soddisfatte del funzionamento della democrazia nell’UE (57%) e nel proprio Paese (58%), secondo l’indagine Eurobarometro condotta tra il 3 e il 28 aprile su 26.399 persone nei 27 Stati membri.

 

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