sabato, Aprile 13, 2024
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Il ‘bond’ di Trump, l’ultima risorsa legale del tycoon

 

AGI – L’ex presidente Donald Trump ha depositato il bond da 175 milioni di dollari come garanzia di pagamento del risarcimento da oltre 450 milioni a cui è stato condannato dalla corte di Manhattan per un caso di frode fiscale e finanziaria. Lo riportano i media americani. Trump ha presentato un “bond” emesso dalla Knight Specialty Insurance Company. La settimana scorsa i giudici della divisione d’appello di New York avevano ridotto da 464 a 175 milioni la cifra da depositare in attesa dell’appello. Al tycoon erano stati concessi altri dieci giorni di tempo.

 

Trump ha evitato così il pignoramento dei beni, un’ipotesi concreta dopo la condanna. Trump, condannato per aver gonfiato illegalmente per anni il valore degli asset del suo patrimonio per avere prestiti bancari a condizioni vantaggiose, dovrebbe pagare più di 460 milioni di dollari, cifra che equivale alla somma dei 350 milioni di dollari richiesti dallo Stato, a cui si sono aggiunti più di cento milioni di interessi maturati in questi anni. All’inizio il tycoon avrebbe dovuto versare l’intera cifra entro il 25 marzo, ma i giudici della corte d’appello statale gli hanno riconosciuto la settimana scorsa un forte sconto, obbligandolo a versare 175 milioni, e concedendogli altri dieci giorni di tempo.

 

Trump ha rispettato l’impegno con qualche giorno d’anticipo. Lo strumento usato è il ‘bond’, una garanzia finanziaria diversa dalla fidejussione sia per scopi sia per caratteristiche. La fidejussione è, basicamente, un contratto in cui una compagnia di assicurazione o una banca si impegna a garantire l’adempimento di un’obbligazione di una terza persona. Questa garanzia viene usata generalmente in contesti come gli appalti, a garanzia della solvibilità del contraente. Il bond utilizzato da Trump è richiesto, invece, nel sistema giudiziario americano e riguarda gli appelli legali negli Stati Uniti.

 

Quando una parte perde una causa e decide di fare appello, viene richiesto di fornire un ‘appeal bond’: questo bond, messo a disposizione da una compagnia finanziaria, serve a garantire che, se l’appellante perderà di nuovo in aula, sarà in ogni caso in grado di coprire i costi e i danni che l’altra parte ha subito. In questo caso lo Stato di New York. Il costo va dal tre al dieci per cento della cifra. Secondo quanto riportano i media americani, il tycoon dovrebbe pagare alla compagnia che gli ha rilasciato il bond, la Knight Speciality Insurance Company, una percentuale minima del tre cento, pari a poco più di cinque milioni di dollari, ma che può superare anche i dieci milioni.

 

Soldi che verranno pagati anche nel caso l’ex presidente perdesse l’appello. Ma senza l’intervento della compagnia, Trump avrebbe dovuto pagare con soldi prelevati dai suoi conti correnti. Secondo quanto ha riportato il mese scorso il New York Times, il tycoon ha un patrimonio di oltre sei miliardi di dollari, ma poche centinaia di milioni di liquidità.

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