AGI – Il rumore eccessivo non è solo un problema per la perdita del sonno e dell’udito, ma anche per la salute del cuore. Tuttavia, riceve poca attenzione, nonostante l’inquinamento acustico arrivi a causare oltre 12.000 decessi ogni anno.
Questo è quanto emerso in occasione del congresso “RESPIRAMI: Recenti progressi sull’inquinamento atmosferico e sulla salute” appena concluso a Milano, co-organizzato dalla Fondazione Menarini, in collaborazione con la Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico e il Gruppo di Ricerca Ambientale dell’Imperial College di Londra.
Gli effetti sul cuore dell’inquinamento acustico
“Nell’Unione Europea si stima che oltre il 20% della popolazione sia esposta a livelli di rumore da traffico superiori ai 53 decibel di media, nelle 24 ore, cioè sopra la soglia di sicurezza dei 40 decibel considerati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità”, spiega Pier Mannuccio Mannucci, co-presidente del congresso, già direttore scientifico della Fondazione Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano.
“Al di là dei noti e intuibili danni all’udito, l’inquinamento acustico danneggia soprattutto il cuore. Il rumore urbano, in particolare quello da traffico stradale, anche notturno, ha infatti effetti diretti – continua – sulla pressione arteriosa, aumentando il rischio di malattie cardiache e mortalità, indipendentemente dallo smog e da altri fattori di rischio. Le evidenze più attuali raccolte nel documento di consenso ESC mostrano come l’esposizione cronica al rumore legato al traffico anche notturno aumenti in modo continuo i livelli di ormoni come cortisolo e adrenalina, che a loro volta vanno ad aumentare la pressione arteriosa, la frequenza cardiaca e lo stress ossidativo, favorendo uno stato di infiammazione persistente, anche quando il rumore non viene percepito come fastidioso. Si tratta, quindi, a tutti gli effetti, di un pericolo di cui non ci rendiamo conto e che, secondo i dati, per ogni aumento di 10 decibel, come quello che si ha quando si passa da una strada urbana tranquilla a una strada trafficata, è associato a un incremento fino all’81% del rischio di ipertensione arteriosa, di circa l’8% di malattia coronarica e del 6% di cardiopatia ischemica“.
Altri effetti dell’inquinamento acustico sulla salute
Oltre agli effetti diretti sul cuore e sui vasi, l’inquinamento acustico ha ricadute importanti anche su altri aspetti della salute. “La frammentazione del sonno – aggiunge Mannucci – indotta dal rumore altera i ritmi biologici e il metabolismo, aumentando il rischio di insulino-resistenza e diabete di tipo 2, e favorendo l’aumento di peso. Lo stress continuo legato al rumore è associato inoltre a una maggiore incidenza di ansia, depressione e disturbi dell’umore, oltre a difficoltà di concentrazione e peggioramento delle funzioni cognitive, soprattutto durante la gravidanza e nei bambini e negli anziani.
Come ridurre i pericoli del rumore
Per ridurre i pericoli è importante, che vengano introdotte misure pubbliche come, ad esempio, barriere acustiche in zone densamente popolate e in prossimità di scuole e ospedali. Ma possono essere utili anche piccoli cambiamenti nelle abitudini personali come usare cuffie e tappi per le orecchie per ridurre rumori forti, chiudere le porte quando si utilizzano lavatrice o lavastoviglie, abbassare il volume durante l’ascolto da cuffie”.



