AGI – Lo spazio non è più soltanto una frontiera di esplorazione scientifica o il luogo delle grandi imprese eroiche del Novecento. Oggi è diventato a tutti gli effetti un dominio di competizione strategica, un mercato in rapida ed esponenziale trasformazione e un’infrastruttura essenziale senza la quale l’economia, la sicurezza nazionale e persino la vita quotidiana sulla Terra non potrebbero funzionare. È a partire da questa consapevolezza che nasce “Guida Spazio 2026. Dati, scenari, strategie”, la prima edizione del volume pubblicato da The Skill Press.
L’iniziativa nasce con l’obiettivo di colmare un vuoto informativo e culturale. Nonostante l’Italia vanti uno dei sistemi spaziali più avanzati, complessi e articolati al mondo, il settore tende ancora a rimanere poco conosciuto o confinato tra gli addetti ai lavori. La Guida si propone quindi come un ponte ideale tra l’industria, le istituzioni, il mondo della ricerca e l’opinione pubblica, rendendo finalmente leggibile un comparto decisivo per il futuro del Paese.
Le voci delle istituzioni e la lezione della storia
La prefazione del volume è curata da Giuseppe Cossiga, Presidente di AIAD (Federazione delle Aziende Italiane per l’Aerospazio, la Difesa e la Sicurezza), mentre l’introduzione porta la firma di Adolfo Urso, Ministro delle Imprese e del Made in Italy e autorità delegata alle Politiche spaziali e aerospaziali.
La Guida ricorda come l’Italia vanti una tradizione di primissimo livello: nel 1964, con il lancio del satellite San Marco 1, il nostro Paese fu il terzo al mondo a mettere in orbita un vettore in totale autonomia. Da quella stagione pionieristica si è sviluppato un ecosistema industriale e scientifico maturo, in grado oggi di presidiare l’intera catena del valore: dalla ricerca di base alla progettazione, dalla produzione hardware ai lanciatori, fino all’erogazione di servizi avanzati e all’elaborazione dei dati satellitari.
“Lo spazio del futuro sarà inevitabilmente multipolare, conteso e ibrido: stati e privati, civile e militare, cooperazione e competizione – scrive il presidente AIAD Cossiga – In questo scenario, l’Italia ha le carte per giocare un ruolo di primo piano, non per inerzia storica, ma per la qualità reale del proprio sistema industriale e scientifico. La condizione è che le istituzioni – nazionali ed europee – sappiano accompagnare questa capacità con visione, continuità e risorse adeguate. Lo spazio non ammette improvvisazioni. E non perdona chi arriva tardi”.
“In un momento storico segnato dalla grande accelerazione dell’innovazione, si pensi solo all’arrivo dell’AI, è determinante tutelare settori strategici con un quadro di regole chiare, semplici e trasparenti sia per le nostre imprese sia per attrarre investimenti esteri. Per questo abbiamo approvato la prima Legge sullo Spazio, un testo normativo organico che regolamenta in modo sicuro e sostenibile l’utilizzo dello spazio, disciplinandolo anche per i privati – spiega nell’introduzione della guida il Ministro delle Imprese e del Made in Italy e autorità delegata alle Politiche spaziali e aerospaziali, Adolfo Urso – l’Italia è l’unico Paese in Europa e tra i pochissimi al mondo ad averlo fatto. Oltre a introdurre un preciso sistema di autorizzazione delle attività spaziali private, la Legge prevede misure per lo sviluppo del comparto industriale e della ricerca scientifica, con particolare attenzione al tessuto delle PMI e startup. Ma al di là degli aspetti tecnici, questa legge ha un significato più profondo poiché afferma che l’Italia non intende solo partecipare alla Space Economy, ma contribuire a definirne le regole. È un atto di sovranità intellettuale oltre che industriale”.
L’ecosistema industriale e i suoi protagonisti
Un focus centrale del volume è dedicato alla struttura industriale italiana, caratterizzata da una combinazione virtuosa tra grandi player internazionali, PMI ad alta tecnologia e promettenti startup.
Il libro raccoglie inoltre contributi e interviste a figure di vertice dell’industria e delle istituzioni spaziali di aziende come Leonardo, Thales Alenia Space, Avio e Altec, oltre alle istituzioni interessate, dall’Agenzia Spaziale Italiana, alla Difesa, fino all’Agenzia Spaziale Europea.
Un’analisi a 360 gradi: dalla sicurezza alla New Space Economy
La “Guida Spazio 2026” ricostruisce il percorso storico per proiettarsi subito sui grandi nodi del presente e del futuro: spazio come dominio di Sicurezza e Difesa: Comunicazioni, navigazione satellitare e osservazione della Terra sono ormai infrastrutture critiche per la resilienza e l’autonomia tecnologica nazionale. La crescente congestione delle orbite e la nascita di nuove vulnerabilità hanno reso lo spazio un vero e proprio dominio operativo militare e strategico.
La New Space Economy oltre i miti
Il volume analizza il cambio di paradigma in atto senza limitarsi al racconto mediatico dei colossi americani come SpaceX. Il fenomeno riguarda l’intero modello economico: riduzione dei costi di accesso all’orbita, ingresso massiccio di capitali privati, nascita di nuovi servizi commerciali e un’integrazione sempre più stretta tra spazio, Intelligenza Artificiale e cybersecurity.
Ampio spazio è dedicato alla complessa governance europea, alla competizione geopolitica tra Stati e alle future prospettive dell’esplorazione robotica e umana verso la Luna e Marte.
Invece di configurarsi come un manuale iper-specialistico infarcito di gergo tecnico, “Guida Spazio 2026” è concepita come uno strumento di orientamento e decodifica. Si rivolge a chiunque debba comprendere le dinamiche dello spazio prima ancora di occuparsene a livello professionale: giornalisti, decisori pubblici, funzionari, ricercatori, studenti e cittadini desiderosi di capire quali equilibri e investimenti si nascondano realmente dietro i grandi annunci del settore aerospace.



