AGI – Il Senegal ha incriminato 71 uomini per “atti contro natura”, invece altri 28 – sempre accusati di presunta omosessualità – sarebbero stati rilasciati e le accuse nei loro confronti ritirate. Tra loro c’è un cittadino francese – un ingegnere di circa 30 anni, residente nella capitale senegalese – arrestato il 14 febbraio scorso a Dakar. Lo riporta il quotidiano francese Le Monde.
I 71 imputati rimangono sotto accusa per “associazione a delinquere” e “atti contro natura”. Lo ha annunciato ieri sera la Procura di Dakar, mentre le autorità del Paese africano intensificano la repressione dell’omosessualità.
Il ‘caso Pape Cheikh Diallo’
Sempre secondo Le Monde, da sei mesi, il cosiddetto ‘caso Pape Cheikh Diallo’ ha dato il via alla repressione dell’omosessualità da parte del governo senegalese. L’animatore è stato infatti arrestato all’inizio dello scorso febbraio perché sospettato di essere a capo di una rete che coinvolge omosessualità, trasmissione volontaria dell’HIV e riciclaggio di denaro, scatenando un’ondata di arresti senza precedenti in tutto il Paese.
Venerdì 7 agosto, 28 di loro hanno ritrovato la libertà a seguito della decisione di un giudice istruttore di Dakar, ha annunciato il tribunale in un comunicato pubblicato in serata. Il magistrato del tribunale di grande istanza di Pikine-Guédiawaye (uno dei dipartimenti della capitale senegalese, ndr) ha disposto un proscioglimento totale nei loro confronti “per mancanza di prove”.
Quasi un centinaio di uomini, sospettati di essere omosessuali e di diffondere l’HIV, erano stati arrestati dalla brigata della gendarmeria di Keur Massar.
La legge contro l’omosessualità
Il Senegal ha approvato a marzo una nuova legge che raddoppia le pene per gli atti omosessuali, ora punibili con una pena detentiva da cinque a dieci anni. Negli ultimi mesi, oltre cento persone – tra cui alcune celebrità locali – sono state arrestate con l’accusa di atti omosessuali e, in alcuni casi, di trasmissione intenzionale dell’HIV. Le accuse sono state formulate a seguito di un’indagine preliminare, si legge nel comunicato, che aggiunge che le accuse di “messa in pericolo della vita altrui” e “trasmissione intenzionale dell’HIV/AIDS” sono state ritirate.
Se il loro rilascio immediato è stato ordinato, gli altri 71 imputati – tra cui l’animatore Pape Cheikh Diallo – rimangono accusati di “associazione a delinquere” e “atti contro natura”.



