AGI – Un incontro. “Come tanti”, si affrettano a dire dal Partito Democratico. Normale che Elly Schlein e Giuseppe Conte si vedano. Questa volta, però, c’è un dettaglio in più: il faccia a faccia è avvenuto prima della relazione della segretaria alla direzione del Partito Democratico, dove la leader dem non ha risparmiato stoccate nei confronti dell’alleato, anche e soprattutto sulle primarie quando ha sottolineato che “in tutti i paesi europei a guidare la coalizione è il partito più grande” e facendo capire che quella di accettare le primarie è stato un atto di generosità. Con l’avvertimento: “Generosi sì, ingenui no”.
Il nodo del timing per le primarie e la variabile voto anticipato
Durante il faccia a faccia, stando a quanto si apprende, il leader M5S avrebbe sollevato il problema del timing per arrivare ai gazebo. Il timore è di portarsi troppo a ridosso del voto, specie se – come paventano in molti nel PD – le urne potrebbero materializzarsi a fine aprile o inizio maggio. Più cauti al Nazareno dove invitano a considerare che partiti come Lega e Forza Italia, sondaggi alla mano, faranno di tutto per portare la legislatura a scadenza naturale. In ogni caso, assicurano, al momento il focus della segretaria è sulla legge elettorale. Il tema si lega strettamente a quello delle primarie, con la norma che prevede di indicare preventivamente chi guiderà il governo in caso di vittoria, pena la decadenza delle liste. Una norma che potrebbe finire sotto la lente della Consulta.
Da qui l’ipotesi, avanzata durante l’incontro, di attendere il pronunciamento della Suprema Corte prima di avviare l’iter delle primarie. Idea che non convince i Cinque Stelle: se si voterà a maggio, è il ragionamento, si rischia di finire troppo a ridosso del voto e di fare la campagna per le primarie in contemporanea con quella delle politiche. Il responsabile organizzazione del PD, Igor Taruffi, ha indicato il mese di gennaio come quello buono per allestire i gazebo. Il presidente M5S, però, scalpita: “Non possiamo rimanere a tempo indeterminato nella totale incertezza. I tempi sono dettati dalla necessità di essere pronti e di essere preparati”, dice ai cronisti che lo interpellano in Transatlantico. “Ne parleremo con gli alleati, stessa cosa sulle modalità e i tempi. Quando si sceglie una via va perseguita anche per coerenza nei confronti degli elettori”, aggiunge.
Primarie e premiership: sfumata l’ipotesi del “terzo nome”
Quello che è certo è che, dopo l’incontro fra i due leader, seconde e terze vie possono dirsi abbandonate. Schlein, ricordano fonti del partito, ha sempre indicato due possibili strade: guida il partito più forte oppure si fanno le primarie. Insomma, è la sintesi, la segretaria non ha mai parlato di un nome terzo. Conte, da parte sua, ha premuto l’acceleratore sulle primarie da poche ore dopo il risultato del referendum sulla giustizia, era il mese di marzo, quando si disse disponibile a partecipare al rito dem per eccellenza. Ma ha anche detto di aver proposto, come terza ipotesi, l’indicazione di un nome terzo per la premiership, incontrando l’opposizione di Schlein. Dunque, l’unica strada che rimane aperta è quella dei gazebo.
Il calendario del centrosinistra verso la legge di bilancio
Rimane l’incognita del timing. A sentire fonti del Nazareno, è difficile anticipare prima della ‘finestra’ indicata da Igor Taruffi. Tutti, viene ricordato, hanno anteposto il programma alle primarie e per mettere a terra il programma comune occorre aspettare alcuni passaggi dei partiti. Quello dell’assemblea del PD, il 18 ottobre, che deve dare il via libera alla proroga del mandato di Schlein almeno fino alle politiche. Nella stessa occasione la segretaria illustrerà i punti del programma così come emersi dalla campagna di ascolto lanciata lo scorso aprile e anticipati dalla stessa Schlein alla Festa dell’Unità. Lo stesso giorno AVS si vedrà per presentare il programma uscito da “Decidiamo!”, la consultazione online avviata prima dell’estate. Dopo questi appuntamenti, ci sarà poi la tre giorni del correntone dem a Montepulciano. Si arriva così a novembre.
Ci sarà bisogno di uno scatto in avanti per convocare il tavolo, che Schlein vuole aperto a tutto il centrosinistra – Matteo Renzi compreso – e soprattutto aperto alla società, “non nel chiuso delle stanze dei partiti”. Il ‘come’ è tutto da stabilire. Un nuovo tour per l’Italia, per presentare le proposte? Una campagna online per emendarle con le idee che arrivano dai territori? Tempo e ancora tempo. Si arriverà al mese di dicembre, mese di legge di bilancio e battaglia parlamentare. Il sospetto che serpeggia tra i Cinque Stelle è che la segretaria PD voglia prendere tempo. Al di là di tutto, che il tema sia sentito dai due leader lo dimostrano anche i contatti tra gli esponenti dei due partiti. Igor Taruffi, l’ambasciatore di Schlein presso alleati e capi corrente ha percorso il Transatlantico in lungo e in largo, soffermandosi in particolare con alcuni Cinque Stelle dell’inner circle di Conte. Il tutto mentre i due leader, incrociandosi nei corridoi, si scambiano appena un cenno. Nessuna tensione, ci tengono a precisare dal PD: “Elly è solo molto raffreddata”.



