sabato, Ottobre 10, 2026
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India, arrestato il leader del movimento degli “scarafaggi”

AGI – La polizia indiana ha arrestato Abhijeet Dipke, leader del movimento di protesta degli “scarafaggi” (Cockroach Janta Party o CJP), alla vigilia di una grande manifestazione (non autorizzata) contro la Commissione Elettorale.

Lo ha reso noto il CJP, secondo cui Dipke e altri due esponenti del movimento, Saurav Das e Ashutosh Ranka, sono stati fermati poco prima che scendessero dall’aereo partito da Mumbai e atterrato a Nuova Delhi, poche ore prima di una protesta che ha portato le autorità ad arrestare centinaia di sostenitori, sospendere internet mobile e chiudere le stazioni della metropolitana nella capitale.

La diretta social dell’arresto

L’attivista stesso ha trasmesso il momento in diretta su Instagram, chiedendo agli ufficiali di aspettare che scendessero dall’aereo prima di trattenerli.

“Venite ad arrestarci, non abbiamo paura”, ha detto Dipke nel filmato.

Centinaia di arresti nella capitale

Più di 400 persone sospettate di aver partecipato alla mobilitazione sono state arrestate durante la notte in diverse parti della capitale, secondo i media locali.

La protesta, convocata a Jantar Mantar, nel centro della capitale indiana, per chiedere le dimissioni del capo della Commissione Elettorale, Gyanesh Kumar, non ha l’autorizzazione della polizia.

Stop a metro, internet e collegamenti ferroviari

Le autorità hanno chiuso gli ingressi di 45 stazioni della metropolitana sabato e hanno sospeso i servizi internet mobili per 24 ore in una parte del centro di Nuova Delhi.

Le Ferrovie Indiane hanno inoltre cancellato 245 treni da e per la capitale, inclusi i servizi a lunga percorrenza, in una delle più grandi misure preventive adottate in risposta a una recente protesta.

Le accuse contro la Commissione Elettorale

Il movimento degli “Scarafaggi”, punta di diamante della rivolta studentesca in India, accusa Kumar di essere responsabile della rimozione di 130 milioni di nomi dalle liste elettorali durante una revisione speciale delle liste elettorali e sostiene che la protesta continuerà nonostante gli arresti. Avviata l’anno scorso, questa operazione di pulizia mirava a eliminare i duplicati, i defunti e i casi di frode. Tuttavia, i critici accusano l’iniziativa di escludere in via prioritaria le minoranze – in particolare i musulmani – e le fasce di popolazione più vulnerabili, a vantaggio del Bharatiya Janata Party (Bjp) del Primo Ministro ultranazionalista indù Narendra Modi. La Commissione elettorale ha smentito qualsiasi irregolarità nella procedura di revisione delle liste elettorali.

L’intervento della Corte Suprema

Le misure adottate dalle autorità sono arrivate anche alla Corte Suprema, che aveva chiesto di evitare una diffusa interruzione dei servizi metropolitani e ferroviari e di agire in modo proporzionato alla situazione sul campo.

L’ascesa del movimento

Il CJP ha acquisito notorietà nazionale a luglio, quando ha guidato proteste di massa per presunte irregolarità negli esami pubblici che si sono concluse con le dimissioni dell’allora ministro dell’Istruzione.

 

 

 

 

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