sabato, Agosto 1, 2026
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Infantino costretto al dietrofront, niente investimenti privati nella Fifa

AGI –  Il presidente della Fifa, Gianni Infantino, ha rinunciato al progetto di aprire l’organizzazione agli investitori privati, finito al centro di forti critiche per il timore di una crescente commercializzazione del calcio e per i sospetti di conflitto d’interessi.

“Dopo aver ascoltato attentamente tutti i punti di vista, è apparso chiaro che il progetto ha creato divisioni che non sono più nell’interesse dell’obiettivo iniziale”, ha affermato Infantino in una nota. “Il nostro obiettivo è sempre stato, e sarà sempre, quello di unire e far progredire il calcio. La proposta non sarà quindi portata avanti”, ha aggiunto il presidente della Fifa, già indebolito dalle recenti dimissioni del suo principale consigliere, Carlos Cordeiro.

Il progetto della Fifa sui privati

Presentato a sorpresa martedì scorso, il piano puntava a raccogliere fino a 10 miliardi di dollari da destinare allo sviluppo del calcio nei prossimi quattro anni. Per raggiungere questo obiettivo la Fifa intendeva creare una nuova società, la Fifa Forward Enterprise (FFE), aperta a investitori privati e incaricata di gestire le attività commerciali e gli eventi dell’organizzazione.

La Fifa prevedeva di raccogliere fino a 4,2 miliardi di dollari cedendo fino al 20% della nuova società a investitori privati, che sarebbero rimasti comunque azionisti di minoranza. Se il progetto fosse stato approvato, ciascuna delle 211 federazioni affiliate avrebbe ricevuto un contributo straordinario di 20 milioni di dollari all’inizio del 2027 e avrebbe visto aumentare i finanziamenti per il quadriennio 2027-2030 da 8 a 20 milioni di dollari.

Breaking: FIFA president Gianni Infantino has scrapped his proposal to sell stakes in the World Cup after widespread backlash, including from within global soccer’s governing body, and a threatened boycott by European Nations.

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— ESPN FC (@ESPNFC) July 31, 2026

Le critiche delle federazioni a Infantino

Il progetto ha suscitato una dura opposizione, in particolare da parte della Uefa, che riunisce 55 federazioni europee. Giovedì l’organismo continentale aveva minacciato all’unanimità di non partecipare alle future competizioni organizzate dalla Fifa, compreso il Mondiale, qualora il piano non fosse stato ritirato.

Anche la Concacaf, che rappresenta le federazioni del Nord e Centro America e dei Caraibi, aveva respinto la proposta. La Confederazione asiatica (AFC) aveva lamentato l’assenza del necessario consenso, mentre la Conmebol aveva chiesto ulteriori chiarimenti invitando a mettere “sempre il calcio al di sopra di ogni altro interesse”. Le confederazioni africana e oceaniana avevano invece invitato le rispettive federazioni a esaminare attentamente il progetto.

Il presidente dell’AFC, Shaikh Salman, ha accolto con favore il ritiro della proposta, sottolineando che “il futuro del calcio mondiale deve sempre essere costruito attraverso consultazioni adeguate, dialogo collettivo e rispetto delle strutture di governance”. Anche la Federazione messicana ha espresso soddisfazione, affermando che “l’unità di tutte le confederazioni e federazioni è stata giustamente privilegiata nell’interesse del calcio”.

I dubbi sui conflitti d’interesse

Tra i potenziali investitori individuati dai critici figurava il fondo Thrive Eternal, fondato da Joshua Kushner, fratello di Jared Kushner, genero del presidente degli Stati Uniti Donald Trump. La vicinanza di Infantino a Trump, più volte mostrata prima e durante il Mondiale del 2026, aveva alimentato ulteriori polemiche.

L’ex presidente della Fifa, Sepp Blatter, aveva definito il progetto una vendita “dell’anima del calcio”, mentre la presidente della Federazione norvegese, Lise Klaveness, lo aveva definito “una forma di ricatto”, sostenendo che la Fifa “non aveva bisogno di quel denaro”.

La Fifa aveva fissato al 19 settembre il termine entro cui le 211 federazioni avrebbero dovuto esprimersi sulla proposta. L’Uefa aveva criticato la tempistica, parlando di “ultimatum” e di una “governance attraverso la paura”. Il calendario era legato anche alle elezioni per la presidenza della Fifa previste nel marzo 2027, alle quali Infantino è, al momento, l’unico candidato ufficialmente in corsa per la rielezione.

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