mercoledì, Marzo 18, 2026
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Iran: la direttrice dell’intelligence Usa esclude la minaccia nucleare ma in Aula non lo dichiara

AGI – Il programma di arricchimento nucleare dell’Iran? Nella dichiarazione con cui ha aperto la sua deposizione davanti alla commissione Intelligence del Senato, Tulsi Gabbard non ha citato un passaggio scritto che avrebbe contraddetto il presidente Donald Trump sulle ragioni della guerra all’Iran. Nel testo c’era un passaggio che diceva: “Come risultato dell’Operazione Midnight Hammer (quella del giugno dell’anno scorso, ndr), il programma di arricchimento nucleare dell’Iran è stato distrutto. Da allora non ci sono stati tentativi di ricostruire la loro capacità di arricchimento. Gli ingressi alle strutture sotterranee bombardate sono stati sepolti e sigillati con il cemento”.

La deposizione in Aula di Gabbard 

Ma Gabbard ha saltato quel passaggio nella sua esposizione orale. È stato il senatore democratico Mark Warner a notare la discrepanza tra il testo consegnato alla commissione e quello poi letto dalla direttrice dell’intelligence americana. Warner le ha chiesto se fosse stato “perché il presidente aveva detto che c’era una minaccia imminente”.

Gabbard ha replicato: “Ho capito che il tempo stava per scadere e ho saltato alcune parti, compresa quella che lei ha scelto”. Warner non è parso convinto della risposta e ha ricordato che quel passaggio avrebbe contraddetto la posizione ufficiale con cui Trump ha motivato l’avvio del conflitto in Medio Oriente.

“L’Iran può riarmarsi e produrre un missile balistico intercontinentale”

La direttrice dell’intelligence americana Tulsi Gabbard è convinta che l’Iran abbia i mezzi per riarmarsi e produrre “entro il 2035” un missile balistico intercontinentale. Durante la sua audizione al Senato, Gabbard ha però aggiunto che tutto dipenderà dai risultati dell’operazione Epic Fury condotta dagli Stati Uniti contro l’Iran.

La tesi del senatore democratico Wyden 

Nel corso dell’audizione in commissione Intelligence del Senato, il democratico Ron Wyden ha incalzato Tulsi Gabbard su quelle che ha definito conseguenze “prevedibili” e “previste” di un attacco all’Iran.

Wyden ha citato la valutazione delle agenzie di intelligence, di cui Gabbard è il capo, secondo cui l’Iran era in grado di infliggere danni agli aggressori, condurre attacchi nella regione e interrompere il traffico lungo lo Stretto di Hormuz. “Ogni problema che stiamo vedendo ora non solo era prevedibile, ma era stato previsto dalle agenzie di intelligence”, ha detto il senatore.

Gabbard: “Trump è stato informato di tutti i rischi dell’attacco” 

Gabbard ha confermato le conclusioni dell’intelligence: “Abbiamo continuato a fornire al presidente e al suo team informazioni relative a questa operazione in Iran”. Wyden ha chiesto se fosse previsto che l’Iran avrebbe attaccare le forze statunitensi. “Abbiamo sempre preso molto seriamente la minaccia rappresentata dalle capacità missilistiche del regime iraniano e il rischio che i nostri soldati americani possano essere messi in pericolo”, ha risposto Gabbard.

A questo punto il senatore ha citato il commento di Trump, secondo il quale “nessun esperto aveva ritenuto possibile un attacco iraniano contro i partner negli Stati del Golfo”. Trump era stato informato dall’intelligence che il rischio invece c’era?, ha chiesto Wyden. “La comunità di intelligence – ha risposto Gabbard – ha continuato a valutare le potenziali minacce per la regione, le minacce esistenti nella regione, e a fornire tali valutazioni ai responsabili politici e a chi decide”.

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