venerdì, Marzo 13, 2026
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Islanda pronta a diventare il 28º Stato Ue. Ecco perché

AGI – L’Islanda potrebbe entrare presto a far parte della famiglia europea, diventando il 28º Stato membro. Il Paese terrà un referendum il prossimo 29 agosto per decidere se riavviare i negoziati interrotti nel 2013: al momento i sondaggi vedono i favorevoli in vantaggio con il 52%. La consultazione servirà quindi a scongelare un procedimento che si era arrestato, ma che non è mai stato formalmente ritirato.

Adesione stop & go

L’adesione dell’isola potrebbe avere una corsia preferenziale rispetto ai Paesi che hanno negoziati in corso, come il Montenegro. Il sorpasso sarebbe dovuto al fatto che l’Islanda è già membro dello Spazio Economico Europeo e parte dell’area Schengen, avendo quindi già adottato molte delle normative UE.

La domanda di adesione risale al 2009, nel pieno della crisi finanziaria, ma i negoziati furono congelati nel 2013 a causa di una controversia sulla politica della pesca e di un mutamento della situazione economica interna; la candidatura venne poi ritirata formalmente nel 2015. Prima dello stop, Reykjavík aveva chiuso 11 dei 33 capitoli negoziali, un traguardo che il Montenegro ha superato solo negli ultimi mesi.

L’Unione europea e l’Islanda sono inoltre allineate sulle principali questioni di politica estera e intrattengono dialoghi regolari. Cooperano sotto l’egida della NATO e sono partner stretti in materia di sicurezza e difesa. L’Islanda partecipa anche a diversi aspetti della cooperazione UE in materia di giustizia e affari interni. Grazie alla sua posizione strategica, la sua adesione rafforzerebbe la presenza politica dell’UE nella regione artica, al centro degli interessi incrociati di Stati Uniti, Russia e Cina.

Il nodo della Pesca

UE e Islanda collaborano da decenni sulla pesca e sugli affari marittimi, e nel 2025 hanno firmato un nuovo Memorandum di Intesa per rafforzare la cooperazione su pesca sostenibile, ricerca, biodiversità marina, economia blu e questioni artiche. Il Memorandum prevede un dialogo annuale ad alto livello e un impegno congiunto su monitoraggio marittimo, acquacoltura sostenibile ed energia nel settore ittico.

Persistono però alcune criticità, come la posizione dell’UE contro la caccia alle balene, ancora autorizzata in Islanda. Sul piano commerciale, l’Accordo sullo Spazio Economico Europeo e i protocolli aggiuntivi prevedono quote annuali esenti da dazi per prodotti ittici islandesi, in cambio del contributo finanziario dell’Islanda al meccanismo SEE. Il nuovo Memorandum dovrebbe favorire un ulteriore avvicinamento e una gestione più sostenibile delle risorse marine.

Il supporto all’Ucraina

Dallo scoppio della guerra nel febbraio 2022, l’Islanda sostiene e applica pienamente il regime di sanzioni dell’UE contro la Russia. Secondo il Kiel Institute’s Ukraine Support Tracker, gli stanziamenti totali dell’Islanda all’Ucraina tra febbraio 2022 e agosto 2025 ammontano a 70 milioni di euro (10 milioni in aiuti finanziari, 10 milioni in aiuti umanitari e 40 milioni in supporto militare).

Insieme agli Stati membri dell’UE e agli altri partecipanti al Meccanismo di protezione civile europeo, l’Islanda ha fornito assistenza materiale all’Ucraina, dalle forniture mediche agli alloggi, fino a veicoli e attrezzature energetiche.

L’Islanda serve all’Europa

Con il referendum di agosto, Reykjavík torna quindi al centro della scena europea, riaprendo un dossier rimasto in sospeso per oltre un decennio. L’esito potrebbe ridisegnare gli equilibri nel Nord Atlantico e rafforzare ulteriormente la presenza dell’Ue nell’Artico. Dopo l’esito del referendum potrebbe volerci ancora un anno per l’adesione, in un momento in cui l’Islanda serve all’Europa per mettere una regione strategica al riparo da mire esterne. 

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