lunedì, Ottobre 5, 2026
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Italia-Tunisia: Prunas, “Cooperazione regionale per un Mediterraneo più verde e competitivo”

AGI – Italia e Tunisia possono assumere un ruolo centrale nella costruzione di una risposta comune alle trasformazioni in corso nel sistema energetico del Mediterraneo, facendo leva su infrastrutture di interconnessione, investimenti e sviluppo delle energie rinnovabili.

È il messaggio lanciato dall’ambasciatore italiano a Tunisi, Alessandro Prunas, intervenuto al Med Regional Meeting dedicato al tema “Catalizzare nuove sinergie per un Nord Africa più verde e competitivo”, organizzato dall’Istituto per gli studi di politica internazionale (Ispi) e Kas Poldimed, in collaborazione con l’Istituto arabo dei leader d’impresa (Iace), la piattaforma Salma Dialogue, Kapsarc ed Elcano Royal Institute.

“Necessità di rafforzare la cooperazione tra le due sponde del Mediterraneo”

Nel suo intervento, Prunas ha sottolineato la necessità di rafforzare una cooperazione tra le due sponde del Mediterraneo capace di accompagnare la trasformazione della geopolitica dell’energia e di tradursi in progetti concreti. “Italia e Tunisia, insieme, possono essere protagoniste nella costruzione di risposte condivise alle sfide energetiche regionali”, ha affermato il diplomatico italiano, secondo quanto riferito dall’ambasciata italiana a Tunisi.

Hub energetici integrati e bidirezionali

L’approccio si inserisce nel quadro del Piano Mattei per l’Africa, che punta a rafforzare le connessioni tra Europa e continente africano anche attraverso infrastrutture energetiche e lo sviluppo delle fonti rinnovabili. Per Prunas, la cooperazione italo-tunisina dovrebbe favorire la nascita di “hub energetici integrati e bidirezionali”, in grado di rafforzare la sicurezza degli approvvigionamenti, generare benefici reciproci e rispondere alle esigenze delle comunità locali.

Elmed, Medlink e South2Corridor

In questo quadro assumono particolare rilievo i grandi progetti infrastrutturali che interessano Tunisia, Italia e più in generale il Mediterraneo. Tra questi figura Elmed, il cavo elettrico sottomarino da 600 megawatt che collegherà Tunisia e Italia, considerato uno dei principali tasselli per l’integrazione dei sistemi energetici delle due sponde del Mediterraneo.

L’interconnessione è destinata a facilitare gli scambi di elettricità e a sostenere una maggiore integrazione delle fonti rinnovabili. Accanto a Elmed, Prunas ha citato Medlink e il South2Corridor, progetti che si inseriscono nella più ampia strategia europea di diversificazione delle fonti e delle rotte energetiche e nella prospettiva di valorizzare il potenziale nordafricano nella produzione di energia rinnovabile e idrogeno verde.

La dimensione energetica si intreccia così con quella industriale. Per la Tunisia, la disponibilità di energia a costi competitivi rappresenta un elemento determinante per la capacità di attrarre investimenti, sostenere la competitività del tessuto produttivo e accompagnare la transizione verso un modello economico maggiormente fondato sulle energie rinnovabili.

Italia piattaforma energetica tra Europa e Mediterraneo

Per l’Italia, il rafforzamento delle interconnessioni con il Nord Africa rappresenta parallelamente un’opportunità per consolidare il proprio ruolo di piattaforma energetica tra Europa e Mediterraneo. La prospettiva delineata al Med Regional Meeting conferma quindi l’evoluzione della cooperazione italo-tunisina da una relazione prevalentemente bilaterale a una dimensione più ampia, nella quale Tunisia e Italia possono fungere da ponte energetico tra Europa e Africa.

“Progetti come Elmed, Medlink e South2Corridor possono aumentare la disponibilità di energia in Tunisia a prezzi competitivi, attrarre nuovi investimenti e sostenere il Paese nell’attuazione della Strategia energetica nazionale”, ha affermato Prunas, indicando nella transizione verde anche uno strumento di sviluppo economico e di maggiore integrazione regionale.

Secondo l’ambasciatore, questo percorso può contribuire a fare della Tunisia “un attore chiave della transizione verde nel Mediterraneo”, rafforzando al tempo stesso la sicurezza energetica e creando nuove opportunità industriali lungo l’asse Italia-Tunisia e, più in generale, tra Europa e Nord Africa. 

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