AGI – “Ricevere questo premio a Roma è fantastico. È un onore, ovviamente, e lo è ancora di più perché mi viene consegnato da Paolo Sorrentino, un regista di cui ammiro il lavoro e di cui apprezzo molto la personalità”. Lo ha detto l’attore spagnolo Javier Bardem, intercettato sul red carpet della Festa del Cinema di Roma dove riceve il Premio alla Carriera dalle mani del regista premio Oscar.
Al festival capitolino, Bardem presenta anche la sua ultima fatica, “El ser querido” per la regia di Rodrigo Sorogoyen. A chi gli chiede se in futuro, forte anche del ruolo di regista interpretato proprio in questo film, gli piacerebbe passare dietro la macchina da presa, l’attore risponde con una battuta: “I registi sono pazzi. È troppo lavoro, preferisco fare l’attore, cosi’ posso concentrarmi di più. Quando osservo i registi, sono sempre stupito dal fatto che debbano prestare attenzione a cosi’ tanti dettagli, a cosi’ tante decisioni e punti di vista. Non so come facciano a proteggere davvero la propria visione. Mi stupisce sempre, e ci riescono. Per me è difficile, preferisco recitare”. Sull’eventualità di essere diretto in futuro da un cineasta italiano, Bardem non ha dubbi: “A chi non piacerebbe?”.
L’attore ha poi regalato una profonda riflessione sul ruolo sociale della settima arte: “Credo che il cinema sia importante nel senso che ci rappresenta e ci offre un modo per connetterci sempre di più gli uni agli altri in questo tempo di disconnessione. Un’epoca in cui pensiamo di essere connessi, ma in realtà siamo distanti e creiamo intorno a noi dei bunker di disinformazione. Sedersi in una sala buia con i propri amici e con i propri simili per sperimentare, non solo guardare, ma vivere un’emozione e un viaggio, e’ una cosa bellissima capace di unirci”.



