AGI – Definisce gli anni trascorsi con Papa Benedetto XVI una “grazia”, esprimendo la speranza che si apra al più presto la sua causa di beatificazione. L’arcivescovo Georg Gänswein, nunzio apostolico negli Stati baltici e segretario personale per tutto il Pontificato di Ratzinger – e che gli è rimasto accanto anche dopo le dimissioni del febbraio 2013 – è intervenuto a un evento della rivista cattolica Kelion presso la Biblioteca Nazionale Lituana.
Nell’occasione padre Georg ha offerto riflessioni personali sulla sua nuova missione diplomatica ma ha anche ricordato la sua collaborazione decennale con Joseph Ratzinger, descrivendo gli anni trascorsi al suo fianco come un dono della divina provvidenza. “Tutti gli anni di collaborazione hanno lasciato un’esperienza indelebile», ha sottolineato. “Non fu solo una formazione intellettuale e teologica, ma anche la formazione del cuore, dell’anima e di tutto ciò che possiamo chiamare vita”.
Monsignor Gänswein ha poi confidato di pregare tanto Ratzinger per la sua intercessione e, nonostante si renda conto che la Chiesa è molto prudente nelle decisioni delle cause di beatificazione, ha affermato di nutrire “grandi speranze che questo processo venga aperto”.
Fama di santità e miracoli in vita
Nella fama di santità necessaria per aprire una causa di beatificazione potrebbero essere prese in considerazione anche le voci attorno a una possibile guarigione miracolosa, ma che comunque non sarebbero decisive per la beatificazione stessa, in quanto i fatti sono avvenuti mentre Benedetto XVI era in vita. La Congregazione delle Cause dei Santi tende infatti a non prendere in esame i miracoli compiuti in vita dal candidato.
La guarigione miracolosa di Peter Srsich
La possibile guarigione miracolosa, nella quale avrebbe contribuito Ratzinger, è quella di Peter Srsich, ora sacerdote, che nel 2011, all’età di 17 anni, scoprì di avere un cancro del sistema linfatico al quarto stadio e un grosso tumore a un polmone.
Il giovane statunitense, molto credente, aveva un desiderio: incontrare il Papa. Desiderio che riuscì a esaudire grazie all’associazione “Make-a-Wish”, che propone a bambini e ragazzi colpiti da malattie potenzialmente mortali la possibilità di realizzare un sogno. Peter nel maggio 2012 è in piazza San Pietro per assistere a un’udienza di Benedetto XVI. Il giovane gli regala un braccialetto verde che portava al polso, con su scritto “Pray for Peter”. Ratzinger chiede quindi al ragazzo se parlasse inglese e gli pone la sua mano sul suo petto, proprio dove si trovava il tumore. Peter non aveva ancora parlato della sua malattia ma il gesto di Benedetto XVI (la mano sul punto esatto del tumore) fu interpretato da molti come l’inizio di un miracolo, visto che le benedizioni si fanno generalmente sulla testa. Da quel giorno Peter cominciò a migliorare. La sua salute fu completamente ripristinata e la sua guarigione fu completa e inspiegabile dal punto di vista medico. Nove anni dopo l’incontro in Vaticano con Ratzinger, Peter fu ordinato sacerdote.
Sulla sua guarigione, Peter resta molto cauto. “Sapere che il Papa era nel mio avvenire mi ha aiutato ad attraversare tutto questo”, ha detto sostenendo però che le chemioterapie lo avevano aiutato a combattere il tumore.
I tempi per l’apertura della causa
Per iniziare una Causa di Beatificazione occorre che passino almeno 5 anni dalla morte del candidato. Ciò per consentire maggior equilibrio e obiettività nella valutazione del caso. Papa Ratzinger è morto il 31 dicembre 2022.



