venerdì, Gennaio 9, 2026
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La Colombia adesso ha paura. Petro chiama Trump

AGI – Conversazione telefonica di oltre mezz’ora tra il Presidente della Colombia, Gustavo Petro, e quello statunitense, Donald Trump: contatto che ha contribuito, almeno per il momento, a ridurre le tensioni diplomatiche tra i due Paesi acuitesi dopo il blitz Usa culminato sabato scorso con l’arresto a Caracas del presidente venezuelano Nicolás Maduro.

“Petro mi ha chiamato per spiegare la situazione della droga e altri disaccordi che abbiamo avuto – ha rivelato Trump sul social Truth -. Ho apprezzato la sua chiamata e il suo tono, e non vedo l’ora di incontrarlo nel prossimo futuro”, ha aggiunto Trump rivelando che “sono in corso accordi tra il Segretario di Stato, Marco Rubio, e il ministro degli Esteri della Colombia”, e anticipando che “l’incontro si terrà alla Casa Bianca, a Washington”.

La difesa della sovranità e il dialogo necessario

Per parte sua, nel corso di un comizio a Bogotà, Petro ha rivendicato la sua azione “in difesa della sovranità” del Paese e, in omaggio alla necessità di “ristabilire le comunicazioni tra i due governi“, ha spiegato di avere volutamente accantonato il discorso che aveva preparato. “Senza dialogo c’è la guerra, come ci ha insegnato la storia della Colombia”, ha ammonito Petro che ha tenuto a sottolineare di avere combattuto per tutta la vita i narcotrafficanti, respingendo l’accusa di Trump di esserlo a propria volta e rivendicando di avere condotto operazioni contro i narcos proprio insieme al deposto presidente venezuelano Maduro.

Proposta di confronto a tre per il Venezuela

Petro ha anche detto di aver proposto alla presidente incaricata del Venezuela, Delcy Rodriguez, un ‘tavolo’ di confronto a tre con gli Usa per stabilizzare la situazione ed evitare un’escalation di violenze dopo la cattura di Maduro. Il presidente della Colombia ha anche affermato di conoscere Delcy sin da prima che “cominciasse tutto questo” ed ha aggiunto di volerla invitare nel suo Paese per una negoziazione che “possa stabilizzare la società venezuelana, che, come quella colombiana, potrebbe diventare preda della violenza“.

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