AGI – In Venezuela l’impronta italiana è ancora visibile nei cognomi, nelle imprese, nei circoli sociali e nelle scuole. Oggi, secondo l’Ambasciata d’Italia a Caracas, sono circa 160.000 i cittadini italiani registrati presso i due consolati (Caracas e Maracaibo) e si stima che siano oltre 1,5 milioni i venezuelani con ascendenza italiana.
Le radici di questa presenza storica affondano nel secondo dopoguerra, quando il Venezuela – trainato dal boom petrolifero – divenne una delle mete più attraenti dell’emigrazione italiana nelle Americhe. Studi accademici ricostruiscono un afflusso massiccio: tra il 1949 e il 1960 entrarono nel Paese “poco più di 220mila” italiani, una quota significativa della popolazione straniera dell’epoca.
Le origini regionali e la rete istituzionale
La Farnesina ricorda inoltre che i flussi più consistenti arrivarono dall’Italia centrale e meridionale, con una forte incidenza di regioni come Campania, Sicilia, Abruzzo e Puglia. Nel tempo la comunità italiana ha costruito una rete di istituzioni che, ancora oggi, ne sostiene l’identità e i servizi. Il Consolato generale d’Italia a Caracas segnala la presenza di due Comites nella propria circoscrizione, organismi elettivi di rappresentanza degli italiani residenti in Venezuela.
Cultura, istruzione e l’identità italiana
Sul fronte culturale, l’Istituto Italiano di Cultura di Caracas promuove eventi, rassegne e progetti di cooperazione educativa e universitaria. Un simbolo della “italianità” in Venezuela è anche la scuola: la Scuola paritaria italiana “Agustín Codazzi” di Caracas, che ha avviato le attività nel 1951, risulta tra gli istituti riconosciuti dal ministero degli Esteri.
Il tessuto economico e l’impatto della crisi
Accanto alla dimensione sociale e culturale, pesa quella economica. L’Ambasciata spiega che in Venezuela opera una Camera di Commercio binazionale, Cavenit, con una storia “sessantennale” e più di 800 imprese aderenti, articolate in più città: un tessuto imprenditoriale che continua a fare da ponte con l’Italia. Negli ultimi anni, però, la crisi venezuelana e l’instabilità hanno rimodellato la diaspora: una parte della comunità si è spostata verso altri Paesi o ha scelto il rientro. Un segnale indiretto arriva anche dalle dinamiche dei servizi consolari e dalla domanda di cittadinanza italiana.



