domenica, Febbraio 25, 2024
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La prima fecondazione in vitro di un rinoceronte bianco (anche grazie a un team italiano)

AGI – Buone notizie per il rinoceronte bianco settentrionale, una specie ‘funzionalmente’ estinta dopo la morte, la scorsa primavera, del solo esemplare maschio ancora in vita (mentre le ultime due femmine del Pianeta, sono in cattività). A comunicarlo, in toni giustamente trionfalistici, è il team internazionale del progetto BioRescue che già nel 2018 aveva costituito una ‘task force’ di scienziati, ricercatori e veterinari per il salvataggio di questa specie.

 

La complessa operazione di trasferimento degli embrioni (fecondati in vitro) in questa sottospecie particolarmente a rischio, “ha ingravidato con successo un rinoceronte bianco meridionale, creando così un possibile percorso per il ripristino della specie del rinoceronte bianco settentrionale”,  rende noto BioRescue in una nota che ha subito fatto il giro del mondo. 

 

 

L’emittente americana Cnn è stata la prima a salutare la notizia come un “grande traguardo” raggiunto grazie a uno “sforzo internazionale per salvare la specie”: gli unici due rinoceronti (bianchi settentrionali) rimasti, Najin e Fatu, sono femmine sterili che vivono sotto costante sorveglianza in Kenya. Tuttavia, spiega l’emittente,  “le cellule vive di 12 diversi rinoceronti bianchi settentrionali erano state conservate in azoto liquido in Italia e in Germania”.

 

 

Lo sperma è stato raccolto da un rinoceronte bianco meridionale che vive allo Zoo di Salisburgo (Austria) mentre gli ovociti sono stati prelevati da Elenore, un rinoceronte bianco meridionale dello zoo di Pairi Daiza, in Belgio. I campioni sono stati poi trasferiti in Italia e fecondati in vitro. Infine, i due embrioni sono stati ritrasferiti in Kenya e impiantati in una madre surrogata, nel settembre 2023. 

 

In prima linea, in questa difficile operazione di salvataggio del Rinoceronte Bianco settentrionale, figura il gruppo di ricerca guidato dal tedesco Thomas Hildebrandt e composto da scienziati di tre continenti con diverse competenze (embriologi, veterinari clinici esperti di grossi animali selvatici, esperti di gameti artificiali, esperti di strategie di conservazione, genetisti) incluso gli esperti dell‘Università di Teramo (Facoltà di Veterinaria) che hanno contribuito all’isolamento delle cellule staminali embrionali. “Il primo passo per la generazione di gameti, oociti e spermatozoi ‘artificiali’, cioè in vitro, dai quali generare un numero illimitato di embrioni” hanno constatato i veterinari italiani mentre il responsabile del progetto BioRescue, Hildebrandt, ha descritto il processo appena concluso come un successo conseguito in un “territorio inesplorato” grazie a procedure, protocolli, metodi e attrezzature “sviluppati da zero”.

 

 

Ora, ha sottolineato Hildebrandt  su Cnn, “si spera che la prole possa vivere con Najin e Fatu per imparare il comportamento del rinoceronte bianco settentrionale”.

 

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