AGI – Tre uomini fanno irruzione in una gioielleria a Catania. All’interno ci sono il proprietario del negozio e sua moglie, sui quali i criminali puntano delle armi, poi risultate a salve.
Il gioielliere ingaggia una lotta con uno dei criminali, li mette in fuga. Ma proprio in quel momento spara uccidendo due di loro, entrambi di 21 anni, e ferendo il terzo, di 30 anni.
Questa la vicenda avvenuta nel 2008, che ha portato prima all’arresto e poi alla condanna definitiva a 12 anni e 4 mesi per Guido Gianni, il gioielliere di origini torinesi ma residente da trent’anni a Catania.
La grazia concessa dal Presidente della Repubblica
A lui il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha concesso oggi la grazia parziale.
All’inizio dell’inchiesta il gioielliere venne indagato per omicidio per legittima difesa, reato che non prevede l’arresto.
La ricostruzione degli investigatori
I periti, tuttavia, ricostruirono durante il procedimento che l’uomo, dopo la colluttazione, aveva esploso i colpi mortali mentre i rapinatori erano in fuga.
La pena richiesta dal pm fu di 17 anni di reclusione.
“Ho sparato per difendere la vita di mia moglie e la mia, ho difeso la mia famiglia, non volevo uccidere”, spiegò Gianni agli investigatori.
La petizione della moglie
La moglie, Maria Angela Distefano, lanciò una petizione sulla piattaforma Change.org per chiedere la grazia al Presidente della Repubblica.
“Ha difeso me, la sua vita, quella di un cliente e la nostra attività commerciale. Ed è per questo che ritengo che non possa pagare per la malvagità dei suoi assalitori”, le parole con cui la donna accompagnò la richiesta.
Gli effetti della grazia parziale
La grazia parziale concessa dal Capo dello Stato estingue tre anni e due mesi di reclusione, dopo una pena già espiata di cinque anni e tre mesi.
Gianni ora dovrà espiare un residuo di pena detentiva, inferiore a quattro anni, che consente al Tribunale di Sorveglianza l’eventuale applicazione dell’istituto dell’affidamento in prova al servizio sociale.



