AGI – Sono partiti da una base a est di Teheran i due missili iraniani che avevano attraversato lo spazio aereo turco per poi essere abbattuti dai sistemi della Nato. Due episodi avvenuti nel giro di una settimana. I detriti del primo missile sono caduti nella provincia di Hatay, mentre frammenti del secondo sono atterrati a Gaziantep, entrambe località nel sud della Turchia. L’indagine di Ankara ha chiarito che i missili, entrambi con un raggio d’azione di 1.200 km, sono stati lanciati una base a est di Teheran e ha smentito il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, che aveva ieri sostenuto che i missili diretti verso lo spazio aereo turco non provenissero dall’Iran.
Le stesse fonti hanno confermato che la seconda minaccia è stata neutralizzata da un missile intercettore lanciato da una nave statunitense nel Mediterraneo orientale. Secondo fonti della sicurezza, questi lanci “anomali” sarebbero riconducibili al sistema di difesa iraniano noto come ‘Mosaico‘. Gli analisti sottolineano che Stati Uniti e Israele avrebbero compromesso il sistema di comando centrale iraniano nei primi giorni degli attacchi. In base alla dottrina del ‘Mosaico’, l’apparato militare del Paese è suddiviso in sette o otto settori indipendenti. Nel caso in cui l’amministrazione centrale venga neutralizzata, gli ordini di attacco impartiti in precedenza dalla leadership vengono eseguiti automaticamente dai comandanti locali.
Le fonti suggeriscono che il comandante regionale responsabile dell’area da cui sono partiti i missili diretti verso la Turkiye possa semplicemente stare eseguendo ordini ormai superati.
L’ipotesi del test sulle difese Nato
Alla tesi di un errore di lancio si è affiancato il sospetto di un movente diverso. I missili diretti verso la Turchia avrebbero in realtà avuto lo scopo di testare le capacità di difesa aerea della Nato, con un obiettivo specifico: la base radar di Kurecik, nella provincia sudorientale di Malatya. Questa ipotesi ha guadagnato ulteriore credibilità dopo che la Nato ha dispiegato ieri un nuovo contingente di sistemi di difesa missilistica Patriot proprio a Malatya. La base di Kurecik rappresenta un elemento chiave dell’European Phased Adaptive Approach (EPAA) e ospita un radar TPY-2 X-band ad alta risoluzione, incaricato specificamente di monitorare i missili balistici iraniani diretti verso l’Europa.



