AGI – “La cultura è strumento principe di convivenza, di dialogo, di impegno di ricerca comune e dunque di pace. La nostra responsabilità è consentirle di svilupparsi, di farsi strada, di seminare e lasciare tracce”. Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, intervenendo alla inaugurazione dell’Aquila capitale italiana della cultura 2026. “Investire in cultura vuol dire investire nella comunità, nello sviluppo della coscienza civile. Investire in cultura vuol dire investire in democrazia”, ha sottolineato ancora.
“L’immenso valore della cultura risalta ancor più in questo periodo”, ha osservato il presidente. “In un mondo in cui vi sono molteplici motivi di preoccupazione. Guerre, volontà di dominio sugli altri, strategie predatorie che pensavamo archiviate dal Novecento sono riapparse, con il loro carico di morte e devastazione”.
Video di Thomas Cardinali
Le parole di Mattarella, chiudono la cerimonia inaugurale richiamando il valore della cultura come strumento di coesione, responsabilità e futuro condiviso. L’Aquila dà ufficialmente il via all’anno da Capitale italiana della Cultura 2026, aprendo una stagione che ambisce a trasformare la cultura da evento straordinario a infrastruttura permanente di sviluppo, identità e partecipazione.
“Tale riconoscimento è il meritato sigillo di una comprovata rinascita dalle macerie sempre più remote del nostro temuto e luttuoso inquilino: il costante moto della terra, culminato nel terremoto del 6 aprile 2009; e al tempo stesso è la prova concreta della scommessa vinta da una comunità operosa che ha saputo crescere come modello di partecipazione offrendo un esempio di visione collettiva, sicura di sé e aperta al mondo”. Lo ha detto il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, nel discorso alla cerimonia inaugurale di ‘L’Aquila Città della Cultura 2026‘.
Il ruolo dell’Aquila, secondo Giuli
“Diventare Capitale della Cultura non è cosa facile – ha aggiunto il ministro – occorre uno sforzo corale, creativo e amministrativo, tale da superare la formidabile concorrenza di altre numerose città italiane. L’Aquila è a modo suo già Capitale della Cultura italiana da tempo immemore, è la regina della nostra civiltà appenninica e trova in Rieti la sua naturale città federata per questa comune avventura. Ma proviamo per un attimo ad alzarci in volo, a dilatare il nostro sguardo. Guido Piovene, cantore dell’Italia viaggiata e narrata da par suo nel secolo scorso, scrisse che l’Abruzzo ‘ha carattere ‘cantonale’; deve essere veduto, ricercato di valle in valle, in cento piccole capitali dei monti’.
Ecco – ha proseguito il ministro Giuli nel discorso – tra l’intuizione dello scrittore vicentino e la formula ‘Un territorio, mille capitali‘, scelta per compendiare l’ampio programma con cui L’Aquila inaugura il suo intenso anno da Capitale Italiana della Cultura, la sintonia è completa. In entrambi i casi l’attenzione si appunta infatti su quella peculiare identità, diffusa e plurale, connaturata all’Abruzzo. Una realtà che L’Aquila, come capoluogo di Regione, sa esprimere e valorizzare con naturalezza, rammentandoci il contributo fondamentale delle città di medie dimensioni, segnacolo della mite nobiltà che anima la fisionomia della nostra Nazione”.
Il riconoscimento come Capitale della Cultura è, sottolinea Giuli, “un’occasione per proiettare una rinnovata coscienza sociale, morale perfino, sulla Provincia, sull’Abruzzo intero e via così per cerchi concentrici sempre più ampi. In varie occasioni, da ultimo come presidente del MAXXI-Roma e del MAXXI-L’Aquila, ho testimoniato la vicinanza personale a questi luoghi del mio cuore; e successivamente, come titolare del Ministero che rappresento, ho voluto confermare la nostra cura assidua verso le esigenze materiali e immateriali delle comunità radicate nel così detto ‘Cratere sismico‘”.
Il sindaco: “Speranza nelle giovani generazioni”
“La rinascita dell’Aquila è preghiera, “respiro della fede”, consolazione, forza rigeneratrice, speranza, progettazione del futuro pensando alle giovani generazioni. ‘Siate esigenti, coraggiosi. Scegliete il vostro futuro’, è questo l’incitamento che Lei, Signor Presidente, ha rivolto ai giovani nel discorso di fine anno, raccomandando loro di non rassegnarsi se qualcuno li giudica senza conoscerli”. È il discorso del sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, nella cerimonia inaugurale di ‘L’Aquila Città della Cultura 2026‘.
“Per conoscere i giovani, tra i protagonisti della nostra rinascita con la loro voglia di esserci e di crederci, tanto da tornare all’Aquila per studiare, lavorare, mettere su famiglia – ha detto sempre il sindaco – bisogna accostarsi al loro mondo, fatto non solo di telefonini e di social, ma anche di sentimenti, ferite, sogni“.



