AGI – Il programma culturale Mozita, promosso dall’ambasciata d’Italia in Mozambico con il sostegno della società Renco, ha concluso a Maputo la prima residenza artistica del progetto, con la presentazione dell’opera “Cacciatori di ruggine” dell’artista italiana Camilla Alberti presso la Fondazione Fernando Leite Couto.
Alla cerimonia hanno preso parte l’ambasciatore d’Italia in Mozambico, Gabriele Annis, rappresentanti di Renco e la stessa artista. Nato nel 2025 nell’ambito delle celebrazioni per i 50 anni delle relazioni di amicizia e cooperazione tra Mozambico e Italia, Mozita punta a consolidare un ponte culturale basato sulla ricerca, il dialogo e la contaminazione tra linguaggi ed esperienze diverse.
La programmazione della residenza è coordinata da Valentina Ciarallo. Durante la permanenza in Mozambico, Alberti ha sviluppato una ricerca legata al territorio e alle sue espressioni culturali, collaborando con gli artigiani dell’Assema, l’Associazione degli scultori di arte Makonde.
‘Cacciatori di ruggine’, scultura che unisce il pau-preto a materiali di scarto
Ne è nata “Cacciatori di ruggine”, una scultura che unisce il pau-preto, legno simbolo della cultura Makonde, a materiali organici e industriali di scarto, trasformati in polveri, pigmenti e leganti.
L’opera propone una lettura simbolica di tre concetti: la caccia, la ruggine e il cemento, quest’ultimo inteso sia come simbolo di status sia come strumento di trasformazione sociale. L’opera entra ora a far parte ufficialmente del patrimonio del progetto Mozita. Conclusa questa prima tappa, il programma si sposterà tra settembre e ottobre a Pemba, nel nord del Mozambico, dove l’artista italiano Flavio Favelli darà continuità al dialogo tra artisti italiani e mozambicani, sviluppando una nuova opera a partire dal contatto con le comunità e le tradizioni locali della regione.
Mozita “cantiere culturale” e di incontro tra Italia e Mozambico
L’ambasciatore Annis ha dichiarato che Mozita “desidera riconfermare anche nel 2026 la propria natura di cantiere culturale”, in cui l’arte contemporanea diventa strumento di incontro e crescita condivisa tra Italia e Mozambico.



